Il ritorno di Rossini al Politeama: a Catanzaro applausi a scena aperta per "Il Barbiere di Siviglia"

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  07 marzo 2026 11:11

di GAETANO MARCO GIAIMO

Un'attesa durata quasi vent'anni e ripagata da una performance di alto livello. Era dal 2008, infatti, che "Il Barbiere di Siviglia" mancava dal Teatro Politeama di Catanzaro: ieri sera, venerdì 6 marzo, il sipario del "Mario Foglietti" si è aperto per accogliere la grande lirica, con la celeberrima commedia in due atti di Gioachino Rossini diretta dal regista calabro-argentino Carlos Branca, per un allestimento originale del Teatro Politeama. Ad accompagnare il cast è stata l'Orchestra Filarmonica della Calabria, diretta dal Maestro Giovanni Pompeo, con il Coro Lirico Cilea, guidato da Bruno Tirotta. Catanzaro ha risposto presente a questo evento rilevante: il Teatro è stato riempito in ogni suo ordine di posto.

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La serata si è aperta con un'introduzione da parte della Sovrintendente della Fondazione Politeama, Antonietta Santacroce, e del Direttore Generale della stessa, Settimio Pisano, a ribadire la forte volontà di portare l'opera nel palinsesto del Teatro. La scena è stata poi conquistata dagli artisti: il primo applauso è riservato all'Orchestra in buca, che accoglie i presenti. Sin dai primi istanti si possono notare gli elementi di scena "distopici che riportano la vicenda in luoghi e tempi non necessariamente identificabili" a cui il regista ha accennato nelle interviste: il Conte d'Almaviva è accompagnato da un bodyguard, Rosina batte al computer i suoi biglietti d'amore, il coro pretende dei selfie all'arrivo di Figaro, Berta rassetta la casa di Bartolo con un aspirapolvere. Anche gli elementi della calabresità sono marcati: i giganti di Palmi fanno da sfondo (ma sono anche parte di alcune coreografie) sulle scenografie, che sono composte riutilizzando quelle realizzate da Damiano Pastoressa nel 2008; il testo subisce anche una piccola variazione in una battuta, con Figaro che sottolinea come "intra a vostra pitta u morzeddu s'è inzuppato", raccogliendo rumorosi consensi dal pubblico.

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Da sottolineare, oltre al talento dei musicisti - abili ad accompagnare la scena con la giusta tensione e anche a gestire perfettamente tessuto musicale dai volumi più tenui e parti dal ritmo più incalzante e i suoni più squillanti - è il talento del cast d'eccezione. Si nota sin dalle prime scene l'alchimia artistica e musicale tra Manuel Amati (Conte d'Almaviva) e Raffaele Facciolà (Figaro): quest'ultimo trascina il pubblico per tutta l'esecuzione di "Largo al Factotum", non deludendo le aspettative. Il mezzosoprano Chiara Tirotta interpreta perfettamente Rosina, dando sfoggio del proprio registro vocale in diversi momenti. Matteo D'Apolito, nei panni di Don Bartolo, è chiamato a un compito non semplice eppure porta a casa una performance di ottima fattura. Hidenori Inoue, che mette in scena Don Basilio, sorprende con la sua versatilità e presenza scenica. Il Fiorello di Francesco Villella è vivace e apprezzato dai presenti. Grande successo inoltre per la catanzarese Giorgia Teodoro nei panni di Berta: anche lei esalta in maniera eccellente le proprie doti canore. Ciò che salta all'occhio è lo stile moderno dell'interpretazione: gli artisti giocano e danno il proprio tocco personale ai personaggi, a volte perfino sorprendendosi a vicenda e dovendo sopprimere un sorriso. Il cast risulta, dunque, affiatato e coeso e questo fa ben sperare nel proporre la produzione ad altri teatri italiani, come ha affermato di essere intenzionata a fare la Sovrintendente Santacroce.

La rappresentazione è abbastanza fedele al libretto integrale, applicando solo qualche taglio qua e là, sebbene le novità introdotte, assieme alla sottotrama del passaggio di consegne dei biglietti d'amore un po' adombrata, possano portare qualche malumore nei più puristi. L'opera buffa ne esce rinfrescata e la durata di circa 3 ore non ne inficia il godimento, grazie anche alla bravura dimostrata dagli interpreti. Al termine dell'atto conclusivo, la platea ha riservato a tutto il cast oltre dieci minuti di applausi a scena aperta. Anche l'assistente alla regia Rosanna Pavarini, i costumisti della Sartoria Pipi e i membri di Armonia Academy che hanno realizzato trucco e acconciature sono saliti sul palco per prendersi la meritata ovazione. La serata è stata dunque un successo, sottolineando come ci sia bisogno di eventi di questo tipo per risvegliare l'amore per l'opera nella cittadinanza. La stagione del Politeama proseguirà martedì 24 marzo con "Venere Nemica" di Drusilla Foer: il 20 marzo, però, appuntamento con "Diario di un trapezista" del giornalista Sigfrido Ranucci.


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