
di SETTIMIO PAONE
Si chiude con parole cariche di umanità, gratitudine e senso delle istituzioni l’esperienza del Commissario Straordinario del Comune di Montauro, Francesco Giacobbe, che ha voluto affidare alla comunità montaurese un lungo e sentito messaggio di commiato al termine dell’incarico conferitogli da Castrese De Rosa.
Un saluto istituzionale ma al tempo stesso profondamente umano, nel quale il Commissario ha ripercorso i mesi trascorsi alla guida dell’Ente, sottolineando il forte legame costruito con il territorio, con i dipendenti comunali e con i cittadini. “Servire lo Stato rappresenta da sempre motivo d’orgoglio”, scrive Giacobbe, evidenziando come l’esperienza amministrativa a Montauro abbia significato soprattutto vicinanza alle persone, ascolto delle difficoltà e attenzione verso le fragilità sociali.
Parole che raccontano una gestione commissariale vissuta non soltanto come esercizio tecnico-amministrativo, ma come percorso umano condiviso con una comunità che, secondo il Commissario, ha saputo reagire con maturità ad una fase delicata della vita politica locale. Nel suo messaggio emerge un ringraziamento particolare rivolto al mondo dell’associazionismo e alla parrocchia guidata da Don Brunello Gallace Valente, definiti autentico collante sociale capace di rafforzare il senso di appartenenza e di promuovere le bellezze culturali, paesaggistiche ed enogastronomiche del borgo ionico.
Non manca poi il riconoscimento ai dipendenti comunali, elogiati non solo per le competenze professionali ma soprattutto per le qualità umane ed empatiche dimostrate durante il periodo commissariale. “Prima che algidi burocrati ossequiosi della legge, siamo persone”, scrive Giacobbe in uno dei passaggi più intensi del suo intervento. Il Commissario ha quindi rivolto un augurio alla nuova amministrazione comunale appena insediata, invitandola a fare del bene comune il proprio obiettivo prioritario, nel segno del confronto costruttivo e della collaborazione.
Infine, il saluto si chiude con una citazione del filosofo Friedrich Nietzsche: “Diventa ciò che sei”. Un auspicio rivolto all’intera comunità montaurese affinché possa acquisire piena consapevolezza delle proprie potenzialità, superando divisioni e sterili campanilismi. Si conclude così una parentesi amministrativa che, al di là degli atti istituzionali, lascia il segno soprattutto per il rapporto umano instaurato con il territorio e con la popolazione di Montauro.
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