
di VITTORIO SCERBO*
“Leggo con interesse le note diffuse dai rappresentanti di alcune associazioni culturali di Catanzaro e non posso che ringraziarli per l'attenzione e, soprattutto, per l'influenza che sembrano attribuire al Sindaco di una piccola comunità come Marcellinara, che solo pochi mesi fa, tra l’altro, ha avuto il prestigioso onore di essere elevata al rango di Città dal Presidente della Repubblica.
Mi permetto però di osservare che, prima di alimentare una polemica, sarebbe stato forse più utile partecipare alla conferenza stampa di presentazione del progetto "Lì dove l'Europa si restringe", svoltasi sabato scorso proprio a Marcellinara. Avrebbero potuto ascoltare direttamente le parole con cui ho voluto affrontare questo tema, fugando equivoci che oggi sembrano alimentare un dibattito tanto acceso quanto, a mio avviso, poco utile.
Ho detto con chiarezza, e lo ribadisco ancora una volta, che Marcellinara non rivendica alcun primato nei confronti di Catanzaro o di altri territori. L'Istmo, se tale può essere denominato, non appartiene a un Comune contro un altro. Semmai rappresenta un patrimonio geografico, storico e identitario dell'intera Calabria centrale. Se oggi se ne parla di più, e forse grazie a qualche provocazione che negli anni scorsi ho lanciato per accenderne i riflettori, è perché si ritiene che la valorizzazione di questo vasto territorio sia un'opportunità per tutti e non un motivo di contrapposizione.
Per quanto riguarda la questione della denominazione, desidero rassicurare tutti: non esiste alcuna volontà di riscrivere la geografia. Peraltro, sono in possesso di un parere dell'Istituto Geografico Militare che offre elementi autorevoli destinati, a mio avviso, a ridimensionare una polemica che rischia di assumere un rilievo ben superiore al suo effettivo valore scientifico. Come non serve citare un bollettino della Società Geografica italiana di fine ottocento. Non ritengo utile, infatti, alimentare una disputa toponomastica mentre il nostro territorio ha bisogno di ben altre energie.
La vera sfida è un'altra. Il progetto presentato a Marcellinara nasce per promuovere un territorio straordinario, per valorizzarne il patrimonio naturalistico, paesaggistico e culturale, per costruire nuove opportunità di sviluppo attraverso il turismo lento.
Come ho affermato durante la conferenza stampa, Marcellinara rivendica semplicemente il diritto di valorizzare ciò che la storia e la geografia le hanno consegnato. Più si rafforza questa identità, più si rafforza tutta l'area centrale della Calabria.
E proprio per questo ritengo che il prossimo passo debba essere il potenziamento del sistema ferroviario e il suo collegamento con Catanzaro e Lamezia Terme.
La sostenibilità si costruisce con i sentieri, ma anche consentendo alle persone di raggiungerli in modo semplice ed efficiente.
Per questo motivo desidero rivolgere un invito sincero: incontriamoci.
Mettiamo da parte le polemiche nominalistiche e confrontiamoci sulle prospettive di sviluppo dell'area centrale, sulle infrastrutture, sul turismo, sulla promozione culturale e ambientale, sulle occasioni che questo progetto può generare per tutta la Calabria centrale.
Sono convinto, come ho dichiarato sabato scorso, che sia arrivato il momento di smettere di ragionare per confini e iniziare a ragionare per connessioni.
Il territorio più stretto d’Italia, per sua natura, unisce. Ed è questa l'immagine che dovrebbe passare: non quella di territori che si contendono un nome, ma quella di istituzioni e associazioni che collaborano per l’unica prospettiva di futuro possibile per le nostre comunità".
*Sindaco di Marcellinara
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