Imparare a conoscere le piante, a Catanzaro giornata di scienza e natura con la Società botanica italiana

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  23 maggio 2022 09:20

A 134 anni dalla sua fondazione, avvenuta nel 1888, alla Società Botanica Italiana (SBI) mancava un ultimo tassello per investire, con le sue sezioni regionali, l’intero territorio nazionale. Il gap geografico, che riguardava le regioni Basilicata, Calabria e Campania, proprio in questi giorni si è andato colmando. Si sta consumando infatti l’ultimo atto formale per la costituzione di una sezione regionale comprendente le tre regioni su menzionate. Ai non addetti ai lavori potrà forse sembrare poca cosa, la nascita di questa forma di aggregazione sovraregionale di una società scientifica, ma, al contrario, rappresenta un momento potenzialmente cruciale nella storia dell’investigazione scientifica dei territori interessati.

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Le sezioni regionali della SBI infatti, sotto l’egida della sede centrale di Firenze, oltre a diffondere la cultura botanica, gestiscono iniziative locali volte a migliorare ed approfondire la conoscenza delle caratteristiche floristiche, ecologiche e geobotaniche dei territori di riferimento. È da tale conoscenza di base che scaturiscono poi molteplici opportunità di valorizzazione dei territori. Quanto la neonata sede regionale Campano-Lucano-Calabrese della SBI riuscirà realmente ad incidere sulla conoscenza botanica e la valorizzazione dei rispettivi territori è presto per dirlo ma, se il buongiorno si vede dal mattino, le aspettative possono essere legittimamente elevate. Già al suo esordio infatti, la sezione regionale Campano-Lucano-Calabrese della SBI si fa promotrice sui territori di una suggestiva iniziativa nazionale, le cosiddette giornate della SBI-odiversità. Tra le finalità dell’iniziativa, avvicinare un pubblico generalista alla bellezza paesaggistica ed alla ricca biodiversità dei nostri territori, ma anche istruire gli appassionati di botanica alle tecniche impiegate dai professionisti nell’identificazione delle piante.

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L’attività escursionistica sarà alla base di queste prime esperienze sul campo della sezione Campano-Lucano-Calabrese della SBI. In particolare, in Calabria si sono svolte due iniziative, sabato 21 maggio un’escursione nella provincia di Reggio Calabria, e domenica 22 maggio un’escursione botanica lungo il Sentiero Rizzitano, nel Parco della Biodiversità Mediterranea a Catanzaro. Le attività sono state organizzate da Carmelo Musarella, docente di Biologia Vegetale presso l’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Caruso, nella duplice veste di docente di Biologia e Biotecnologie Agrarie presso l’Istituto Agrario di Catanzaro ed oggi anche docente di Botanica Forestale alla “Mediterranea”, Valentina Laface e Miriam Patti, dottorande in Botanica presso la Mediterranea.

Finita l’escursione e consumato un veloce pasto al bar del parco, i partecipanti alla giornata della SBI-odiversità catanzarese, grazie alla disponibilità della dirigente scolastica dell’Istituto Tecnico Agrario “V. Emanuele II” Rita Elia, e del direttore dell’azienda agraria dell’istituto, Alberto Carpino, hanno visitato l’azienda apprezzandone ordine e varietà di produzioni. Subito dopo la visita aziendale, nel laboratorio di Scienze Naturali dell’istituto, è iniziata la proficua sessione di identificazione scientifica del materiale vegetale raccolto durante l’escursione. Microscopio e chiavi dicotomiche alla mano tutti i partecipanti si sono cimentati nel non semplice compito di identificare i campioni raccolti.

Una bella giornata di scienza e natura a due passi dal centro città. Per quanto è dato sapere, è la prima volta che il nome della Società Botanica Italiana viene affiancato a quello del capoluogo della Calabria. Ma se è senz’altro sorprendente che Catanzaro, città priva di qualunque precedente tradizione botanica accademica degna di nota, tenga a battesimo la nascita della sezione Campana-Lucano-Calabrese della Società Botanica Italiana, c’è da credere che non mancheranno in futuro ulteriori iniziative volte a diffondere una più consapevole cultura della conservazione e valorizzazione del nostro capitale naturale.

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