
Ci sono confini geografici che la storia trasforma in destini, e ci sono barriere linguistiche e umane che solo la civiltà dei diritti può abbattere. La Calabria, da sempre cuore pulsante del Mediterraneo e terra d’accoglienza, sceglie di non limitarsi a gestire l’emergenza dei flussi migratori, ma di governarla con la forza della competenza e dell’integrazione reale. Proprio in questa direzione si muove la decisione della Giunta regionale che, su proposta dell’assessore al Welfare ed all’Inclusione sociale, Pasqualina Straface, e dell’assessore al Lavoro e alla Formazione, Giovanni Calabrese, ha approvato l’istituzione del primo Elenco regionale dei Mediatori interculturali della Regione Calabria e le relative Linee guida operative. Si tratta di un provvedimento fortemente atteso, firmato dal presidente Roberto Occhiuto, che punta a strutturare in modo organico un settore vitale per il territorio. La delibera intende rispondere concretamente sia al bisogno di stabilità lavorativa dei professionisti dell’integrazione, sia alla crescente domanda di qualità espressa da istituzioni, tribunali, scuole e aziende sanitarie locali.
“Dietro i flussi migratori che interessano la nostra regione vi sono storie, volti e il dovere inderogabile di garantire i livelli essenziali delle prestazioni sociali – ha dichiarato l’assessore Pasqualina Straface -. Con questo provvedimento non creiamo un semplice registro burocratico, bensì una casa istituzionale che riconosce una dignità professionale stabile a donne e uomini che rappresentano una risorsa insostituibile per le nostre comunità. Il mediatore interculturale è un facilitatore di relazioni, l’anello di congiunzione che accompagna il cittadino straniero in un percorso verso una reale inclusione, fondata sulla reciprocità tra diritti e doveri civici. Proprio per questo, d’intesa con il collega Giovanni Calabrese, abbiamo voluto unire le deleghe del Welfare a quelle del Lavoro e della Formazione professionale: standardizzare i percorsi formativi e certificare le competenze sul campo significa sottrarre questi operatori al precariato, offrendo al contempo a scuole, ospedali e tribunali un bacino di professionalità qualificate. Un’azione sinergica che traduce la visione politica in un welfare moderno, capace di mettere al centro il valore umano e la sicurezza sociale”.
La decisione dell’Esecutivo poggia su un’attenta analisi del tessuto sociale ed economico calabrese, caratterizzato nell’ultimo decennio da una presenza di cittadini stranieri sempre più eterogenea e dalla gestione complessa dei flussi migratori irregolari, inclusi i minori stranieri non accompagnati. Dalle approfondite interlocuzioni avviate dai dipartimenti regionali con il Terzo Settore e gli operatori era infatti emerso il paradosso di molti professionisti qualificati costretti nel precariato dei servizi di prima e seconda accoglienza, a fronte di una parallela difficoltà da parte di Prefetture, Procure, Centri per l’Impiego e Aziende Sanitarie nel reperire riferimenti certificati. Il nuovo Elenco, che sarà pubblico e consultabile sul portale web della Regione con aggiornamento semestrale, colmerà questo vuoto normativo derivante dall’assenza di una legislazione organica statale, favorendo l’incontro trasparente tra la domanda e l’offerta di lavoro.
Le Linee guida approvate disciplinano i criteri di accesso all’Elenco, strutturato per valorizzare sia i percorsi accademici e di formazione regionale, sia l’esperienza sul campo maturata negli anni dagli operatori. L’iscrizione è legata al possesso di precisi requisiti di idoneità – tra cui la regolarità del soggiorno, l’assenza di condanne penali, una certificata conoscenza della lingua italiana e delle lingue veicolari – e prevede meccanismi di aggiornamento periodico, pensati per garantire alle amministrazioni e ai cittadini standard qualitativi e professionali costantemente elevati.
La gestione operativa del registro sarà affidata al Dipartimento per l’inclusione sociale, la sussidiarietà e il welfare di comunità, che curerà le procedure di iscrizione in costante raccordo con il Dipartimento Lavoro, Imprese e Aree produttive, titolare delle politiche sulla formazione. L’atto della Giunta regionale, che non comporta costi aggiuntivi a carico delle casse pubbliche poiché valorizza le risorse già presenti nell’amministrazione, diverrà efficace con l’immediata pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Calabria e sul portale web dell’ente, dove i cittadini e gli enti interessati potranno consultare l’intera documentazione.
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