In Calabria ci sono bambini che aspettano una famiglia: conoscere l’affido è un dovere sociale

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  05 settembre 2026 18:40

Non tutti diventeranno affidatari, ma tutti possono informarsi. Perché sapere che cos’è l’affido, parlarne e diffonderne la cultura significa contribuire concretamente alla protezione dei bambini e dei ragazzi che non possono vivere, temporaneamente o per un periodo più lungo, nella propria famiglia.

M’aMa – Dalla Parte dei Bambini APS, associazione nazionale impegnata nella tutela dei minorenni fuori famiglia, promuove “In-formAFFIDO – Tutto quello che avresti voluto sapere sull’affido e non ti è stato ancora detto”, un percorso informativo in programma il 15, 16 e 17 settembre 2026, dalle ore 18.00 alle 20.00.

Il percorso è volutamente online: una scelta precisa, pensata per superare le distanze e permettere la partecipazione da tutti i territori della Calabria, comprese le aree interne e quelle nelle quali le occasioni di informazione sull’affido sono meno facilmente accessibili.

Gli incontri sono aperti davvero a tutti: coppie sposate o non sposate, eterosessuali e omosessuali, persone single, con o senza figli. Non è necessario avere già deciso di diventare affidatari.

Partecipare non comporta alcun impegno: significa conoscere, ascoltare, porre domande e comprendere che cosa sia realmente l’affido familiare, oltre i luoghi comuni, le paure e le false aspettative.

Durante i tre incontri si parlerà delle diverse tipologie di affido, dell’affido part-time e “sine die”, dei bisogni speciali dei minorenni, del rapporto con la famiglia d’origine, del ruolo degli affidatari e della conclusione del progetto. Saranno approfonditi anche l’affido oltre i diciotto anni, l’adozione in casi particolari e l’accoglienza da parte di persone single e coppie omosessuali.

È inoltre prevista la testimonianza diretta di un adolescente, che racconterà la propria esperienza di affido.

Al termine del percorso saranno proposti colloqui individuali o di coppia, finalizzati alla restituzione e all’orientamento. Soltanto chi, dopo essersi informato, vorrà approfondire concretamente la propria disponibilità sarà accompagnato verso i servizi sociali territorialmente competenti, ai quali spettano la valutazione e l’avvio dell’eventuale percorso per diventare affidatari.

M’aMa – Dalla Parte dei Bambini APS opera a livello nazionale nella ricerca, formazione e accompagnamento delle famiglie disponibili all’affido e all’accoglienza. Attraverso la Rete delle MammeMatte, collabora con famiglie, servizi sociali, istituzioni e realtà del Terzo settore, dedicando particolare attenzione ai minorenni con bisogni speciali, alle fratrie, agli adolescenti e alle situazioni più complesse.

Il libro di riferimento del percorso sarà Non vi ho chiesto di chiamarmi mamma di Karin Falconi, pubblicato da Edizioni Lavoro e Avagliano Editore.

Informarsi sull’affido è un atto di responsabilità collettiva. La protezione dei bambini fuori famiglia non riguarda soltanto gli affidatari e i servizi sociali: riguarda tutta la comunità. Anche condividere questa iniziativa può aiutare un bambino a incontrare la famiglia di cui ha bisogno.