
Diciotto operatori TAM del CAI Calabria impegnati in un percorso formativo tra meteorologia, agrometeorologia, tecniche sperimentali di inseminazione delle nubi e Terapia Forestale
15 settembre 2026 16:09Due giornate di formazione dedicate alla conoscenza dei fenomeni atmosferici, alla crisi climatica, all’agrometeorologia e alla tutela dell’ambiente hanno coinvolto 18 operatori della Commissione Regionale TAM (Tutela Ambiente Montano) del CAI Calabria presso il Distaccamento Aeronautico di Montescuro, nel territorio del Comune di Celico e all’interno del Parco Nazionale della Sila. L’iniziativa, dal titolo “La crisi climatica e le tecniche sperimentali di inseminazione delle nubi.

Meteorologia e agrometeorologia”, si è svolta il 12 e 13 settembre e ha rappresentato un'importante occasione di aggiornamento e approfondimento,attraverso un programma capace di mettere in relazione competenze scientifiche, conoscenza del territorio, tecnologia e osservazione diretta dell’ambiente. Le attività sono state coordinate da Giuseppe Tedesco, Presidente della Commissione Regionale TAM CAI Calabria, con la segreteria curata da Loredana Rodà. Ad aprire i lavori è stato il Tenente Colonnello Fabio D’Alessandro, Comandante del Distaccamento Aeronautico di Montescuro, che ha accolto i partecipanti illustrando le principali attività della struttura e il ruolo svolto sul territorio silano. È quindi intervenuto il Presidente del Gruppo Regionale CAI Calabria Giuseppe Greco, che ha sottolineato il valore della tutela dell’ambiente nella missione del Club Alpino Italiano e l’attualità delle tematiche affrontate. Giuseppe Tedesco ha successivamente presentato il programma e gli obiettivi delle due giornate, ringraziando il Distaccamento Aeronautico per la disponibilità e per il contributo offerto alla formazione degli operatori. La mattina della prima giornata ha visto protagonisti i tecnici dell’Aeronautica Militare, Luogotenente Pietro D’Ippolito e 1° Maresciallo Salvatore Saraceno, che hanno accompagnato gli operatori TAM alla scoperta dell’evoluzione della
meteorologia e del sistema di rilevazione e diffusione dei dati atmosferici. Il percorso ha preso avvio dalla storia del Distaccamento di Montescuro, costituito nel 1941, e dalle sue principali funzioni, tra cui l’addestramento del personale militare e l’accoglienza per periodi di riposo e recupero psicofisico, oltre il servizio di ponte di telecomunicazione radio e la gestione della stazione meteorologica.
Particolare attenzione è stata dedicata all’evoluzione degli strumenti di rilevazione, dagli apparati analogici, fino ai moderni sensori elettronici, ai sistemi automatici, ai radar meteorologici e ai satelliti. Un’evoluzione che arriva oggi all’impiego dell’intelligenza artificiale nell’elaborazione dei dati e nei processi previsionali. Gli operatori hanno inoltre approfondito la classificazione e il riconoscimento delle nubi, comprendendo come l’osservazione diretta del cielo continui a rappresentare un elemento fondamentale anche nell’epoca delle tecnologie digitali. La formazione ha quindi illustrato il percorso attraverso il quale le osservazioni vengono raccolte, elaborate e integrate con i dati provenienti dalle reti radar e satellitari, entrando in un sistema di condivisione che supera la dimensione locale e collega le informazioni meteorologiche a una rete nazionale e internazionale.
Nel pomeriggio, Antonio Di Leo, Direttore del Centro Sperimentale Dimostrativo dell’ARSAC di Mirto, ha approfondito il tema della rilevazione dei dati agroambientali e dei bollettini fitosanitari, evidenziando il ruolo sempre più importante delle informazioni meteorologiche nella programmazione delle attività agricole. Sono stati analizzati gli effetti delle condizioni climatiche sui cicli delle colture, sulla disponibilità idrica e sulla diffusione di patologie e parassiti, oltre alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie per il monitoraggio delle condizioni ambientali e delle
colture. Un'attenzione specifica è stata riservata anche al SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), schema di certificazione finalizzato a valorizzare le produzioni ottenute secondo i principi della produzione integrata, attraverso pratiche agronomiche sostenibili e un uso razionale di fertilizzanti e prodotti fitosanitari. La seconda parte del pomeriggio è stata dedicata, con Giuseppe Tedesco, alle tecniche sperimentali di inseminazione delle nubi. L’approfondimento ha preso le mosse dalla distinzione tra fenomeni scientificamente documentati e alcune teorie diffuse nel dibattito pubblico, affrontando anche i falsi miti legati alle cosiddette “scie chimiche” e al progetto HAARP. È stato quindi illustrato il principio scientifico del cloud seeding, con particolare riferimento all’utilizzo dello ioduro d’argento come agente di nucleazione del ghiaccio. La tecnica è stata analizzata evidenziandone condizioni di applicazione, limiti e stato degli studi, chiarendo che l’inseminazione delle nubi agisce su formazioni nuvolose già presenti e non può generare precipitazioni in assenza delle condizioni atmosferiche necessarie. Il tema ha suscitato un ampio confronto tra il relatore e gli operatori TAM, ponendo al centro una questione particolarmente attuale: la possibilità di intervenire sui fenomeni atmosferici deve necessariamente essere accompagnata dalla conoscenza dei meccanismi naturali, dei limiti delle tecniche utilizzate e delle loro possibili
conseguenze. La seconda giornata ha consentito di trasformare le conoscenze acquisite in un’esperienza pratica direttamente all’interno della stazione meteorologica dell’Aeronautica Militare. Guidati nuovamente dal Luogotenente Pietro D’Ippolito e dal 1° Maresciallo Salvatore Saraceno, gli operatori hanno potuto osservare sia la strumentazione storica sia i moderni sistemi digitali utilizzati per la rilevazione dei parametri atmosferici. Particolarmente significativo è stato il momento dedicato alla simulazione in tempo reale della compilazione del bollettino meteorologico. artendo dall’osservazione del cielo e dal riconoscimento delle nubi, i partecipanti hanno seguito le diverse fasi della procedura, fino all’inserimento dei dati nella piattaforma nazionale. È stato così possibile comprendere concretamente come un’osservazione effettuata in una singola stazione meteorologica entri in un sistema più ampio di raccolta ed elaborazione delle informazioni, con il successivo
coinvolgimento della stazione meteorologica di Pratica di Mare, sede del Centro Nazionale di Meteorologia e Climatologia dell’Aeronautica Militare. A completare il percorso formativo è stata l’esperienza sul Sentiero CAI 421 “Foresta Incantata”, percorso ufficiale di Terapia Forestale CAI/CNR, dove gli operatori hanno potuto mettere in relazione conoscenza scientifica e osservazione diretta dell’ambiente naturale. Il tracciato, lungo circa 1,5 chilometri, si sviluppa in un ambiente caratterizzato dalla presenza di faggio, pino laricio e abete bianco ed è dotato di una cartellonistica dedicata alla percezione dell’ambiente attraverso i diversi sensi. L’esperienza è stata introdotta dagli ORTAM CAI Calabria Annachiara Mele e Alfonso Morelli, che hanno illustrato il significato della Terapia Forestale e le caratteristiche del percorso. Un approfondimento è stato dedicato ai composti organici volatili biogenici (BVOC) emessi dalla vegetazione, tra cui diversi terpeni, e alle attività di ricerca sviluppate nell’ambito del progetto silano condotte in collaborazione tra il CNR e la sezione del CAI di Cosenza. La permanenza nella foresta è stata inoltre impostata come esperienza consapevole, finalizzata a favorire un approccio attento all’ambiente naturale e alla percezione dell’ecosistema attraverso i
sensi. Le due giornate hanno permesso agli operatori TAM di attraversare ambiti differenti ma strettamente connessi. Un percorso che ha posto al centro un principio fondamentale per chi opera nella tutela dell’ambiente: conoscere i sistemi naturali è il primo passo per poterli comprendere e tutelare. La formazione svolta a Montescuro ha inoltre confermato il valore della collaborazione tra realtà istituzionali, scientifiche e associative, creando un’occasione di confronto tra il CAI Calabria, l’Aeronautica Militare e l’ARSAC, all’interno di un territorio, quello silano, particolarmente significativo per l’osservazione e lo studio delle relazioni tra ambiente, clima e biodiversità. Per i 18 operatori TAM, l’iniziativa ha rappresentato quindi non soltanto un momento di aggiornamento tecnico, ma un’esperienza formativa completa, nella quale scienza, tecnologia, territorio e natura hanno dialogato per rafforzare la consapevolezza del ruolo che la tutela dell’ambiente richiede oggi a chi è chiamato a custodire e interpretare la montagna.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797