
Un filo invisibile ma indissolubile lega la storia monastica medievale alla devozione contemporanea del popolo calabrese. Nella splendida cornice di Piazza Nenni ad Amaroni, la comunità si è ritrovata per un appuntamento di straordinaria rilevanza storica, culturale e spirituale: l’inaugurazione ufficiale del Cammino di San Luca di Melicuccà, un itinerario intitolato allo storico Vescovo di Isola Capo Rizzuto che proprio in queste terre concluse la sua esperienza terrena il 10 dicembre 1114 nell’Abbazia da lui fondata, San Nicola delle Maliole. La serata è stata introdotta dal Presidente del Consiglio Comunale di Amaroni, il signor Francesco Muzzi, che ha portato i calorosi saluti a nome del Sindaco, signor Luigi Ruggiero, rivolgendo parole di profondo elogio per il Presidente dell'Archeoclub di Amaroni, Lorenzo Satanassi, di cui ha voluto ricordare con affetto il forte legame di amicizia nato e coltivato fin dai banchi di scuola. Subito dopo, la consigliera con delega alla Pubblica Istruzione, Sabrina Caccamo, ha preso la parola, evidenziando a sua volta una sincera amicizia con il Presidente Satanassi che dura sin dai tempi della scuola dell’infanzia. Entrambi i rappresentanti istituzionali hanno lodato il Presidente per la grande pazienza, la dedizione, il profondo studio e l’amore che ripone costantemente nella riscoperta della storia del territorio. In particolare, la consigliera Caccamo ha voluto porre l'accento sulla figura storica di San Luca di Melicuccà, che scelse di vivere e terminare la sua intensa ascesi proprio nell'abbazia da lui fondata ad Amaroni. Particolarmente toccante è stata la lettura della lettera inviata da Don Roberto Corapi, Direttore della Pastorale Universitaria Giovanile della Diocesi, assente per un ritiro spirituale; la sua missiva, letta dal delegato Signor Rocco Antonio Devito, ha espresso profonda vicinanza, ricordando che l’Archeoclub rappresenta una realtà preziosa, perché custodire la memoria significa custodire le nostre radici. Un ringraziamento speciale e un plauso solenne vanno all’Amministrazione Comunale di Amaroni, guidata con lungimiranza e straordinaria sensibilità dal Sindaco signor Luigi Ruggiero. Questa amministrazione dimostra da sempre una vicinanza concreta e un sostegno instancabile nei confronti delle iniziative promosse dall’Archeoclub, riconoscendo nella cultura il vero motore di coesione sociale e di riscatto per l’intero territorio. Il costante supporto logistico, la disponibilità istituzionale e la profonda sinergia dimostrata in ogni occasione hanno permesso di trasformare idee progettuali complesse in realtà tangibili e durature, come la storica inaugurazione del Cammino di San Luca. Al Sindaco Ruggiero e a tutta la compagine amministrativa va il merito profondo di saper ascoltare e valorizzare il tessuto associativo locale, camminando al fianco dei cittadini e investendo con coraggio sulla custodia della memoria e sulle nuove generazioni. È grazie a questa esemplare comunione d'intenti se oggi Amaroni può riscoprire con orgoglio le sue radici medievali e proiettarsi, con autorevolezza, verso un futuro di turismo consapevole, cultura e condivisione. La dimensione territoriale del progetto è stata poi magistralmente tracciata da Ines Caliò, Presidente dell’Archeoclub di Girifalco, realtà storica che da diversi anni opera con passione sul territorio. Nel suo intervento, la Presidente ha dichiarato che è un vero onore celebrare un momento che travalica i confini di Amaroni e parla al cuore dell’intero territorio, poiché l’inaugurazione del Cammino di San Luca di Melicuccà non è solo il taglio del nastro per un nuovo itinerario da percorrere a piedi, ma è la scintilla che accende un viaggio attraverso la storia, la spiritualità e la bellezza autentica della nostra Calabria. Ha ricordato che un cammino si misura in storie, in volti, in memoria e in luoghi da riscoprire, evidenziando che conoscere da dove veniamo è l'unico modo per scegliere dove andare, e che valorizzare la cultura significa renderla viva, fruibile e capace di unire le persone attraverso la forza della rete che unisce Amaroni, Girifalco, Squillace e tutti i comuni coinvolti come tessere di un unico mosaico. Il Presidente dell’Archeoclub di Amaroni, Lorenzo Satanassi, dopo aver ringraziato sentitamente tutte le autorità, le associazioni presenti, il sindaco Luigi Ruggiero e l'intera amministrazione comunale per la sensibilità dimostrata e per il costante supporto logistico e istituzionale, ha voluto sottolineare che il Cammino di San Luca di Melicuccà nasce come un atto d'amore puro ed è un dono dell'Archeoclub d'Italia di Amaroni verso la propria terra per riscoprire le radici medievali. Il Presidente ha quindi illustrato con chiarezza il tracciato, spiegando i profondi motivi storici e spirituali che legano ogni singola tappa, a partire da Amaroni, cuore pulsante della memoria e custodia dell’Abbazia di San Nicola delle Maliole, luogo sacro dove si compì l'ascesi del Santo, fiorirono i suoi miracoli e dove infine morì. Il percorso tocca poi Vallefiorita, con il monastero della Santa Madre di Dio in contrada Placa, inserito per l'inestimabile valore storico legato al celebre miracolo del Monaco di Plaza; Squillace, stazione dal profondo significato simbolico e spirituale inserita per tramandare la memoria del celebre miracolo del lupo; Isola Capo Rizzuto, l'antica sede vescovile che San Luca guidò con profonda saggezza, dedizione e autorevolezza; Melicuccà, con la storica Fontana di San Luca, fulcro identitario del percorso e simbolo di accoglienza per i pellegrini presso le sue radici native; San Procopio, luogo deputato alla custodia delle grotte del ritiro monastico, il sacro sito rupestre in cui il Santo visse i suoi primi anni di ascesi; e infine Molochio, presidio aspromontano che documenta il passaggio e l'influenza spirituale del monachesimo basiliano nelle aree interne. Parlare di questo cammino significa immergersi nella straordinaria forza taumaturgica di San Luca. I documenti storici e la secolare tradizione tramandano una serie di prodigi fioriti proprio presso l'Abbazia di San Nicola delle Maliole, nota storicamente anche come Abbazia a Vittorito. Tra i miracoli avvenuti in vita spiccano la liberazione della stessa abbazia, la guarigione dalle febbri perniciose e la cura delle infermità. A questi si aggiunge la tradizione delle tre apparizioni di soccorso: le visioni notturne all'Abatessa, le apparizioni di confine nei boschi del Ferrera e la percezione della sua presenza durante l’Ufficio divino. L'attenzione si concentra in particolare su tre eventi straordinari: il primo, avvenuto in vita durante la costruzione del monastero, riguarda la sorgente scaturita dalla roccia quando monaci e operai erano stremati da una sete terribile sotto il sole, pronti ad abbandonare il cantiere; il Santo percosse il terreno roccioso con il suo bastone, facendo nascere una fonte d’acqua fresca che permise di completare l’opera, una sorgente che esiste ancora oggi a circa due chilometri in alta montagna nella zona chiamata San Luca ed è custodita come la Fonte dei Monaci. Il secondo miracolo è avvenuto al sepolcro e riguarda la cura dalle paralisi e dalle deformità: per secoli i malati gravi venivano portati a dorso di mulo da ogni territorio fino alla tomba di Amaroni e, una volta adagiati sulla pietra tombale, riacquistavano miracolosamente l’uso degli arti. Il terzo evento è la liberazione degli energumeni, termine con cui nel contesto medievale venivano definiti coloro che erano tormentati da forti deliri, gravi alterazioni mentali o violente crisi convulsive; queste persone venivano condotte al sepolcro del Santo e, dopo le preghiere corali dei monaci attorno alla tomba, riacquistavano immediatamente la calma, la serenità e il pieno senno. Il Presidente Satanassi ha poi dichiarato con emozione che la memoria di questo passato così glorioso vive oggi nelle nuove generazioni, decidendo per questo motivo di lasciare la parola e il palco ai ragazzi del Consiglio Comunale, autorizzandoli ufficialmente a nome dell'associazione a dare una comunicazione di straordinario valore storico e spirituale per la comunità. Saliti sul palco, investiti di questo grandissimo onore direttamente dall'Archeoclub, il Sindaco dei Ragazzi Thiago Sestito e i Consiglieri Jacopo Bova e Antonio Serratore hanno preso la parola di fronte alla cittadinanza, procedendo alla lettura della storia dell'Abbazia, dell'elenco ufficiale degli Abati e del verbale scritto in occasione della visita apostolica di Atanasio Calceopulo tra il 1457 e il 1458, conservato nel Liber Visitationis e tradotto per l'occasione direttamente dal latino all'italiano grazie alle approfondite ricerche interne condotte dall'Archeoclub di Amaroni. Il testo recita: *Il giorno 14 del mese di gennaio, nella sesta indizione, ci siamo recati a visitare il monastero di San Nicola di Maglioli, dove abbiamo trovato l'abate Ambrogio Pancaro con due fanciulli; egli è pronto ad acconciare, ovvero restaurare, la chiesa da capo e a costruire altre case, sebbene per il tempo passato non abbia potuto fare miglioramenti a causa dei debiti che era tenuto a pagare. E poiché non vi erano monaci, abbiamo esaminato moltissimi testimoni riguardo alla sua condotta di vita; dalle deposizioni dei quali abbiamo riscontrato che il suddetto abate vive in modo onesto e casto, e compie ogni opera buona. In questo monastero abbiamo rinvenuto i beni sotto scritti: un sinassario, un sticherario, un ufficio (ossia il messale) dei morti, un profetologio, un triodio, un anastasimatarion, un salterio, un agiopolita, un secondo sinassario, due epistolari, un'omelia, un marniografo, un proficiorio; due paia di paramenti sacri, due camici, due casule, tre amitti, cinque tovaglie, due lenzuola, quattro botti, due tini, tre zappe, una scure, due vomeri, una caldaia, una padella, una catena da camino, una cassa, due coperte di lana, due paia di lenzuola, cinque tovaglie. Abbiamo istituito come procuratore un certo Tommaso Sabbatino, il quale deve aiutare il suddetto abate a portare benefici al citato monastero e, fatta l'ammonizione, gli abbiamo consegnato i capitoli sotto scritti. In primo luogo, ordiniamo a lui, in virtù della santa obbedienza e sotto la pena riservata al nostro arbitrio, che il divino ufficio sia recitato nella chiesa alle ore dovute. Parimenti, gli ordiniamo sotto la stessa pena che l'abate risieda continuamente nel monastero, e che tenga con sé fra Antonio e quell'altro fanciullo, ai quali amministri le cose necessarie con il consenso del procuratore. Parimenti, ordiniamo sotto la stessa pena che il procuratore adempia all'ufficio di procurazione così come da noi istituito. Parimenti, gli ordiniamo sotto la stessa pena che possieda la regola abbreviata e i capitoli di entrambi i Capitoli, che legga spesso tali norme e si adoperi per osservare quanto in esse contenuto. Dato nello stesso monastero, il giorno 16 di gennaio. Sede vacante. * Dalle deposizioni storiche emerge come l'Abate Ambrogio Pancaro, nonostante le profonde ristrettezze e le difficoltà economiche del periodo, vivesse in modo totalmente irreprensibile, dedicando ogni sua energia al bene comune e alla custodia della struttura. Subito dopo la lettura, i ragazzi hanno proclamato il discorso finale, svelando lo straordinario lavoro di indagine scientifica portato a termine dall'associazione amaronese, dichiarando che la memoria del passato vive attraverso i loro occhi, il loro impegno e i loro passi. Hanno sottolineato che questo studio e questo dossier riguardano da vicino la figura monumentale dell'Abate Ambrogio Pancaro, la guida illuminata che ha retto e custodito l’abbazia per oltre cinquant'anni, segnando profondamente la vita religiosa e culturale del territorio, e hanno comunicato ufficialmente che è stato depositato un dettagliato dossier di ricerca storica sul nostro Abate Ambrogio Pancaro – realizzato grazie agli studi scientifici dell’Archeoclub di Amaroni – consegnandolo direttamente nelle mani di Don Roberto Corapi affinché venga sottoposto a un attento e approfondito studio da parte di Sua Eccellenza il Vescovo dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, poiché in quelle carte storiche emerge con chiarezza la grandezza dell'Abate Pancaro, che governò il monastero con saggezza e lasciò un'impronta indelebile nella storia della Calabria. I paesi del Cammino appartengono a un disegno in cui la storia non si cancella e appartiene a tutti; oggi, insieme ai giovani di Amaroni, ha ufficialmente inizio un viaggio fatto di passi, di fede e di cultura. Subito dopo i saluti si è proceduto Alla svelazione della targa Da parte dei ragazzi E si è andati all’abbazia di San Nicola Delle maliole
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797