Incendio a Lamezia, il Pd attacca: “Troppo silenzio, cittadini lasciati senza indicazioni”

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  29 giugno 2026 01:21

"Le drammatiche immagini del vasto incendio che ha colpito l'area industriale di Lamezia Terme destano profonda e legittima preoccupazione nell'intera cittadinanza. Una densa e minacciosa nube di fumo nero, scaturita dal rogo di pneumatici, si è levata per ore a ridosso non solo dei centri abitati, ma anche di un'area vocata a importanti coltivazioni agricole, creando uno scenario di potenziale e grave pericolo per la salute pubblica, per l'ecosistema e per l'economia locale che non può lasciare indifferenti. Se da un lato è doveroso ringraziare i Vigili del Fuoco per il loro incessante lavoro di contenimento e spegnimento, e prendere atto degli interventi sulla viabilità e dell'avvio dei monitoraggi ambientali da parte dell'Arpacal, dall'altro emergono interrogativi urgenti sulla gestione dell'emergenza nei confronti della comunità e del territorio". Lo scrive Francesco Carito, Vicesegretario PD Lamezia Terme. 

"Ci si chiede, infatti, come sia possibile che di fronte a una colonna di fumo di tale portata, con il rischio concreto di ricaduta di sostanze tossiche visibilmente incombente sulle case e sui campi coltivati, non sia scattata una tempestiva e capillare campagna di informazione. È lecito domandarsi perché l'amministrazione comunale, il Sindaco in qualità di massima autorità sanitaria locale, l'assessore all'ambiente e la Protezione Civile non abbiano ritenuto necessario o urgente diramare comunicazioni immediate per suggerire ai residenti le più basilari misure di autoprotezione, come l'indicazione di rimanere in casa serrando porte e finestre.

 
Di fronte a un evento così macroscopico, sorge spontaneo chiedersi se non sussistessero gli estremi per valutare un'evacuazione precauzionale delle abitazioni più esposte, o se quantomeno non fosse doveroso far sentire la presenza rassicurante e la guida delle istituzioni a chi si è trovato improvvisamente avvolto da un'aria potenzialmente irrespirabile. I protocolli di emergenza non dovrebbero prevedere la comunicazione tempestiva del rischio come primo e imprescindibile strumento di salvaguardia per i cittadini e per le produzioni agricole, gravemente esposte a potenziali contaminazioni?
 
Il silenzio informativo registrato in queste ore cruciali rappresenta una criticità su cui è necessario avviare una seria riflessione collettiva. Non si tratta di sollevare accuse strumentali in un momento di oggettiva difficoltà operativa, ma di comprendere quali falle si siano aperte nei sistemi di allertamento locale. I cittadini, così come gli agricoltori della zona, hanno il diritto fondamentale di sapere come comportarsi per tutelare la propria salute e il proprio lavoro durante emergenze di questa portata. Restiamo in attesa che vengano chiariti i motivi di questo vuoto comunicativo, auspicando che tale circostanza diventi l'occasione per una revisione e un potenziamento delle procedure di tutela e informazione per il futuro". 


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