Inchiesta sugli stabulari dell’Umg, sette assoluzioni e tre condanne nel rito abbreviato

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  25 maggio 2026 11:55

Il processo “Grecale”, nato dall’inchiesta sui presunti illeciti nella gestione degli stabulari dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, arriva a un primo punto fermo. E la sentenza pronunciata oggi dal gup del Tribunale di Catanzaro, Gilda Danila Romano, per gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato, ridisegna in maniera significativa il quadro emerso durante la lunga fase investigativa.

Dopo mesi di udienze, accuse pesanti e richieste severe formulate dalla Procura, il verdetto ha fatto registrare un numero rilevante di assoluzioni, segnando una netta differenza rispetto all’impianto accusatorio sostenuto dal pubblico ministero Saverio Sapia. Nella requisitoria dello scorso marzo, infatti, l’accusa aveva invocato nove condanne e una sola assoluzione, sostenendo l’esistenza di un sistema illecito all’interno dell’ateneo catanzarese legato alla gestione dei laboratori di ricerca e delle sperimentazioni animali.

ASSOLUZIONI - La decisione del giudice, però, ha restituito un esito molto diverso. Assolti Luciano Conforto, Luca Gallelli, Pierfrancesco Tassone, Daniele Torella e Domenico Voci. Assolti anche Vincenzo Musolino con la formula piena “perché il fatto non sussiste” e Vincenzo Mollace "per non aver commesso il fatto". 

CONDANNE - Le condanne hanno riguardato Giuseppe Caparello, condannato a 4 anni e 8 mesi, Maria Caparello a 4 anni ed Emilio Russo a 9 mesi. Per Antonio Leo, invece, è stato definito il patteggiamento a 1 anno, 11 mesi e 10 giorni.

La sentenza assume un peso particolare perché arriva al termine di una delle inchieste più discusse degli ultimi anni in Calabria, capace di scuotere il mondo universitario e della ricerca scientifica. L’indagine “Grecale” aveva acceso i riflettori sull’Università Magna Graecia, ipotizzando presunte irregolarità nella gestione degli stabulari, i laboratori destinati alla sperimentazione animale, e coinvolgendo docenti universitari, ricercatori e veterinari dell’Asp.

Determinante, nel corso del procedimento, il lavoro del collegio difensivo composto dagli avvocati Canino, Savastano, Giorgi del foro di Reggio Calabria, Staiano, Raimondi, Serravalle e Fiorino del foro di Cosenza, oltre a Rizzuto e Gentile, impegnati nel sostenere le posizioni degli imputati davanti al gup catanzarese.

Il pronunciamento di oggi restituisce un quadro processuale molto più articolato e, soprattutto, fortemente ridimensionato rispetto alle richieste iniziali della Procura. Un verdetto che inevitabilmente apre una nuova fase. Da un lato restano le condanne pronunciate dal gup, dall’altro emergono le numerose assoluzioni che segnano, almeno per molti imputati, la conclusione di un lungo percorso giudiziario. Un passaggio che conferma ancora una volta come il processo resti il luogo decisivo dell’accertamento dei fatti, oltre il clamore mediatico e il peso delle accuse formulate nella fase investigativa.


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