Inchiesta sui pontili a Catanzaro, cadono le accuse: tutti prosciolti dal gup (I NOMI)

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  07 ottobre 2026 16:06

di STEFANIA PAPALEO

L'inchiesta della Procura della Repubblica di Catanzaro sulla concessione di due aree demaniali marittime per l'installazione di pontili galleggianti ad uso diporto a Catanzaro Lido arriva al capolinea e per tutti gli imputati si chiude con una sentenza di proscioglimento emessa dal gup Mario Santoemma. Ad uscire della scena giudiziaria sono Matteo Andreacchio, 1978 di Catanzaro; Maurizio Benvenuto, 1960, Sellia Marina; Vincenzo Carioti, 1958 di Catanzaro; Giuseppe De Angelis, 1967 Piano di Sorrento (Na); Pierpaolo Pullano, 1967 Catanzaro;  Raoul Mellea, 1979, Catanzaro; Marzia Milano, 1976 di Catanzaro; Andrea Adelchi Ottaviano, 1973 San Giorgio a Cremano (NA). Per tutti i capi di imputazione il giudice ha pronunciato il "non luogo a procedere". accolgiendo le tesi degli avvocati difensori Vitaliano Leone, Arcangelo, Davide e Enzo De Caro, Francesco Iacopino e Crescenzio Santuori.

Le accuse che erano state mosse dalla Procura, per mano dei sostituti procuratori Stefania Caldarelli ed Annachiara Reale, erano quelle di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, dal pubblico ufficiale in atti pubblici, e da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, violazione delle norme della navigazione, abuso di ufficio e turbata libertà degli incanti, legate a presunte irregolarità commesse da imprenditori, collaudatori, direttore dei lavori, dirigente del settore Patrimonio-Provveditorato-Partecipate del Comune di Catanzaro, funzionari e dipendenti comunali.

In particolare, l'ipotesi accusatoria si concentrava sulla procedura ad evidenza pubblica (avviata con la determina n. 1640) di concessione di due aree demaniali marittime per l'installazione di pontili galleggianti ad uso diporto, con l'ipotesi di rato di turbata libertà degli incanti in concorso che sarebbe stato commesso, tra le altre cose, con una dichiarazione (ritenuta falsa dagli inquirenti) resa da parte di Mella, all’atto di presentazione della istanza di partecipazione alla procedura ad evidenza pubblica, del possesso dei requisiti finanziari e contabili di cui al codice degli appalti nonché di quelli indicati dal Disciplinare del bando di gara, con  la disposizione, da parte di Ottavio Andrea Adelchi, dell’aggiudicazione definitiva del lotto n. 2 dello specchio d’acqua alla Navylos pur essendo a conoscenza della predetta criticità con la conseguente consapevole e volontaria omissione dell’esclusione della società dalla procedura, in danno delle altre ditte partecipanti, e con la dichiarazione, sempre da parte di Ottaviano, di aver “positivamente effettuato” le verifiche in merito al possesso dei requisiti di ordine generale e di idoneità professionale dichiarati da Mella in qualità di amministratore unico e legale rappresentante della Navylos s.r.l.

Ipotesi crollate oggi davanti al gup, che ha rigettato la richiesta di rinvio a giudizio della Procura, mettendo la parola fine al primo capitolo della nota vicenda giudiziaria. La parola adesso alla pubblica accusa per valutare un eventuale ricorso in Corte d'Appello.