Indagine sulla discarica di Alli: assolto l'ex assessore regionale Francesco Pugliano

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  15 luglio 2021 22:50

Due condanne, un'assoluzione, 13 imputati assolti per alcuni capi di imputazione e archiviazione. E' il bollettino del processo denominato "Pecunia on olet", voluto dalla Procura di Catanzaro  e che ha riguardato presunti reati in materia fiscale, ambientale connessi alla gestione dell’impianto di smaltimento rifiuti di Alli nel Catanzarese. 

L’imprenditore Stefano Gavioli, di Venezia, proprietario della società “Enertech”, che gestiva la discarica, è stata condannata a 4 anni e sei mesi di reclusione. Responsabile secondo il collegio presieduto da Carmela Tedesco per il reato associativo, assolto per corruzione e disastro ambientale; 2 anni con sospensione condizionale della pena a Graziano Melandri, ex commissario delegato per l’emergenza ambientale in Calabria dal 9 marzo 2011, (dimesso dall’incarico proprio nel corso dell’inchiesta), pur avendo rinunciato alla prescrizione.

Chi invece è stato assolto è l’ex assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Francesco Pugliano, (difeso dagli avvocati legal Vincenzo Ioppoli e Enzo Savaro), coinvolto nella vicenda in qualità di ex sub-commissario dell’Ufficio per l’emergenza dal 5 agosto del 2010 all’8 marzo del 2011.

Ritenuto innocente per i reati di abuso d’ufficio Ottaviano Adelchi dell’ufficio del Commissario e Rocco Tavano geometra tecnico di supporto al Rup (difesi dai legali Crescenzio Santuori e Francesco Iacopino), per altri reati è intervenuta la prescrizione, così come sono stati assolti da alcuni capi ed è intervenuta la prescrizione per altri nei confronti del commercialista  Enrico Prandin, del responsabile della discarica Loris Zerbin, direttore tecnico della Enertech, del commercialista Paolo Bellamio, Giancarlo Tonetto, Antonio Garrubba, Simone Lo Piccolo, Giovanni Faggiano, Santo Mellace, Domenico Richichi e Francesco Attanasio.

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L'intera indagine verteva su presunti reati di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, evasione fiscale, corruzione, falso e disastro ambientale i reati a vario titolo contestati agli imputati nell’ambito dell’inchiesta che ha portato anche al sequestro dell'impianto di Alli. Nel collegio difensivo compaiono anche gli avvocati Leopoldo Marchese, Andrea Soliani, Pasquale Vaccaro, Aldo Casalinuovo, Peppe Fonte, Luca Scaramuzzino, Giuseppe Panuccio. 

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