
Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria, in stretta sinergia con le componenti specialistiche del Corpo, ha scoperto dieci piantagioni di marijuana, per un totale di oltre 4.500 piante.
In particolare, nell’ambito dell’azione di contrasto al traffico degli stupefacenti, i finanzieri del Gruppo di Locri hanno posto in essere un mirato dispositivo operativo finalizzato a prevenire il diffuso fenomeno della produzione di sostanze stupefacenti, del tipo cannabis indica, notoriamente favorita dalla particolare morfologia territoriale e dalle condizioni climatiche del territorio.
All’esito di tale attività, sono state individuate cinque coltivazioni nel territorio di Caulonia, quattro all’interno dell’area di Polsi, nel territorio di San Luca, una nei pressi dell’antico borgo abbandonato di Ghorio di Roghudi, nella valle della fiumara Amendolea.
Le piantagioni erano state realizzate in zone particolarmente impervie e isolate, lontane dai centri abitati e occultate dalla fitta vegetazione. Le caratteristiche dei luoghi, caratterizzati da una difficile accessibilità, hanno reso particolarmente complessa la loro individuazione e il successivo raggiungimento dei siti.
L’attività - svolta sotto la direzione delle Procure della Repubblica di Reggio Calabria e Locri - ha consentito di indirizzare gli interventi dei finanzieri presso i siti interessati dalle coltivazioni, che sono stati raggiunti a piedi, percorrendo boschi e sentieri particolarmente scoscesi.
Al momento dell’intervento molte piante superavano i tre metri d’altezza, presentando già abbondanti e ricche infiorescenze.
Le coltivazioni erano strutturate in numerosi filari, serviti da moderni e complessi impianti di irrigazione a goccia collegati ad articolati sistemi di tubature. In diversi siti, l’afflusso dell’acqua era automatizzato tramite temporizzatori meccanici, capaci di garantire la piena autonomia della piantagione anche in assenza di manutenzione manuale sul posto.
Sono stati inoltre rinvenuti fertilizzanti professionali e recinzioni perimetrali, a testimonianza di una gestione stabilmente organizzata e accuratamente pianificata, finalizzata a massimizzare la resa produttiva.
L’odierna operazione ha impedito che l’ingente quantitativo di stupefacente che sarebbe stato ricavato dalle piantagioni venisse immesso sul mercato e nelle piazze di spaccio, dove, al dettaglio, avrebbe fruttato alle organizzazioni criminali quasi 7 milioni di euro.
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