Inter nos. "Senza le amicizie erano 8 milioni in meno". I 'conti paralleli' sull'appalto delle pulizie all'Asp di Reggio

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images Inter nos. "Senza le amicizie erano 8 milioni in meno". I 'conti paralleli' sull'appalto delle pulizie all'Asp di Reggio

  03 agosto 2021 23:08

di GABRIELE RUBINO

"Gli devi baciare i piedi pure se gli puzzavano, cornuto!  Perché se lavori e stai campando le famiglie, cornuto,  è pure per lui, cornuto, e l'ha fatto il suo, l'ha fatto al 100%". Chi dovrebbe ricevere il bacio ai piedi e che avrebbe fatto il 100% è Francesco Macheda. Collaboratore amministrativo esperto dell'Asp di Reggio e, soprattutto, il Rup (responsabile unico del procedimento) della gara del 2013 per il servizio di pulizia e sanificazione delle strutture dell'azienda sanitaria provinciale, al centro dell'inchiesta Inter Nos che ha svelato episodi di corruzione, turbative, estorsioni e reati fiscali dichiarativi, finalizzati alla costituzione di fondi neri ipotizzati dalla Procura di Reggio, guidata da Giovanni Bombardieri e con l'aggiunto Gerardo Dominijanni, dai sostituti procuratori Walter Ignazitto, Giulia Scavello e Marika Mastrapasqua.

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L'intercettazione riferita al funzionario dell'Asp era stata captata fra i 'sodali' dell'Ati Helios che poi si aggiudicherà l'appalto (e otterrà una proroga biennale nel 2021, anch'essa ritenuta illegittima) che altro non era se non la sommatoria delle diverse ditte di pulizia singole affidatarie del servizio quando esistevano ancora le Asl separate prima della fusione. Un 'consorzio', che per la procura conta su esponenti della 'ndrangheta, e che tenevano una sorta di cassa comune che serviva appunto ai pagamenti dei pubblici ufficiali dell'Asp di Reggio che servivano agli scopi dell'organizzazione: cioè assicurarsi che i dipendenti fossero a loro disposizione. Fra questi appunto c'era Macheda, detto 'Ciccio', che avrebbe ricevuto pagamenti extra anche quando era andato in pensione. Ma 'il suo' lo avrebbe fatto proprio con la gara del 2013, con durata di 5 anni per un totale di base d'asta di circa 24,5 milioni totali. L'aggiudicazione, come emerge dalla ricostruzione degli inquirenti fu tutt'altro che agevole. Infatti, in primo momento sembrava che quella gara dovesse andare ad una ditta concorrente, peccato però che l'Asp fece notare una presunta irregolarità sull'offerta e così si andò al TAR. I giudici amministrativi avevano dato ragione alla concorrente dell'Ati Helios, tuttavia la commissione di gara, presieduta da Nicola Calabrò (in carcere) e con segretaria Filomena Ambrogio (ai domiciliari) decise di esercitare di nuovo il potere amministrativo e di affidare il servizio, nel 2016, all'Ati Helios nonostante una serie di ricorsi e contro-ricorsi incrociati. Tutto questo "benché non mancassero in tale offerta - secondo il giudizio tecnico reso dalla p.g. operante - profili di inaffidabilità, a cagione della incongrua previsione dei costi e degli utili, che rendeva obiettivamente antieconomico lo svolgimento del servizio appaltato". 

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C'era però chi nel 'consorzio' era resistente alla pratica di tenere a libro paga i funzionari dell'Asp. Ma quando sorgevano dubbi, Domenico Chillà, uno dei vertici dell'associazione criminale ipotizzata dagli inquirenti e quello più in difesa di Macheda, faceva due semplici conti proprio sull'appalto: "Ma che gli facevamo lo 0,01 gli facevamo? Gli facevamo il 20% se non avevamo le amicizie la... e con il 20% erano già sette o otto milioni di meno... hai capito?". In sostanza sarebbe la differenza 'in più' ottenuta con il ribasso proposto dall'Ati a cui è stata aggiudicata la gara. Nonostante le perplessità già evidenziate sopra.  

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E poi il tenersi buoni i dipendenti Asp con un 'pensiero', all'organizzazione conveniva non soltanto dal punto di vista economico. Sempre riferendosi a Macheda, Chillà dice: "O fa l'infame o fa lo 'ndranghetista... Questo ha biglietti, ha fotografie... tutte cose ... sai". Come dire se il funzionario avesse parlato avrebbe potuto seriamente mettere a repentaglio le attività criminali all'Asp di Reggio. Quindi era il caso di tenerlo buono.

LEGGI QUI I DETTAGLI DELL'OPERAZIONE

 

 

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