Intrieri: "Street Book, Crotone cresce se la cultura esce dai recinti”  

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  18 agosto 2026 10:58

di MARILINA INTRIERI

 L’iniziativa promossa dall’assessora alla Cultura Dalila Venneri merita attenzione e apprezzamento. Per diversi giorni , in agosto, sul lungomare di Crotone , si è svolto lo Street Book Festival, la rassegna  del libro inserita nel programma  estivo 2026 di  Antica Kroton. Diverse  giornate di incontri con autori, presentazioni, storia, archeologia, musica, cinema, nuovi linguaggi della comunicazione e attività rivolte anche ai bambini. 

Non una manifestazione chiusa per addetti ai lavori, ma uno spazio culturale aperto, nel cuore della città, fruibile da tutti. Il significato di portare in strada  i libri e’ quello di voler  avvicinare la cultura alle persone, raggiungere chi abitualmente non frequenta biblioteche, librerie o sale convegni, favorire incontri. Significa costruire la comunità attraverso idee e restituirle  luoghi di  discussione, ascolto e confronto. Fuori luogo l’idea  di qualcuno che vorrebbe una manifestazione culturale riservata  a una sorta di graduatoria municipale. La cultura non puo’ e non deve conoscere  confini comunali, non c’e’  “primato identitario” da rivendicare rispetto  a chi e ‘ di fuori. Pitagora per tutti. Esiste, invece, la necessità di occasioni d’incontro in cui le voci crotonesi  incontrino altre voci calabresi, italiane e internazionali, serve il confronto con esperienze diverse per  migliorarsi.

Un autore del territorio cresce se  può misurarsi con altri  e con idee che giungono  da realtà diverse. Crotone non cresce rinchiudendosi nei propri confini, ma aprendosi, dialogando e mettendo in relazione il suo  straordinario patrimonio storico con il mondo contemporaneo. I dati sulla lettura  inducono   a sostenere iniziative del genere volute  dall’assessora Venneri e dall’amministrazione comunale.  Secondo l’Istat, nel 2024 solo il 57 % delle ha letto almeno un libro nell’anno, nel Mezzogiorno il dato  scende al 47% e  in Calabria si ferma al 43%, ultima regione Italiana. E una  parte consistente di chi legge lo fa solo occasionalmente. Questi  dati  raccontano un divario culturale serio, legato a disuguaglianze sociali, economiche, territoriali e ogni occasione che  porti  i libri tra la gente, stimoli interesse e crei  partecipazione e’  un vero investimento civile. Occorre proseguire per  ampliare spazi, coinvolgere di piu’  scuole, associazioni librerie, biblioteche, programmare incontri durante tutto l’anno, rafforzare il rapporto con il territorio. Buon lavoro all’assessora  Dalila Venneri e a quanti hanno contribuito alla realizzazione dello Street Book Festival. Portare libri, autori e spazi  di confronto sul lungomare vuol dire  seminare cultura in un luogo  quotidiano e popolare. Perché una città che legge, ascolta e si confronta è una città più libera, consapevole e aperta al futuro.