
Prima decidono, poi convocano i commercianti. È questa, in estrema sintesi, la modalità scelta dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Nicola Fiorita per affrontare l’istituzione dell’isola pedonale permanente nel tratto di Corso Mazzini compreso tra la Camera di Commercio e la Questura.
Una scelta che, per l’impatto che inevitabilmente avrà sul centro storico e sulle attività commerciali, avrebbe richiesto tutt’altro metodo: confronto, ascolto, programmazione e una discussione aperta con tutti gli operatori interessati.
Invece, se non fosse stato per qualche anticipazione della stampa, cittadini e commercianti avrebbero saputo dell’intenzione del Comune di istituire l’isola pedonale permanente a metà settembre soltanto a cose praticamente fatte.
Adesso arriva la convocazione di una riunione con alcuni commercianti. Ma è difficile chiamarla concertazione quando il provvedimento appare già deciso e il confronto arriva soltanto dopo. Se l’incontro servirà semplicemente a prendere atto di una decisione assunta da settimane, allora non siamo di fronte a un confronto, ma a una comunicazione postuma.
E c’è un altro aspetto che lascia perplessi: a essere coinvolti sono esclusivamente gli operatori direttamente interessati dal tratto individuato per l’isola pedonale. Ma davvero si può pensare che un cambiamento così radicale riguardi soltanto le attività comprese tra due punti della strada?
Corso Mazzini non è una somma di compartimenti stagni. Modificare la viabilità, gli accessi e le modalità di fruizione di un tratto centrale del corso produrrà inevitabilmente conseguenze sull’intero asse commerciale, da Nord a Sud. Per questo il confronto avrebbe dovuto riguardare tutti gli operatori, non soltanto quelli che si trovano all’interno del perimetro individuato dall’Amministrazione.
Il problema, dunque, non è l’isola pedonale in quanto tale. Il problema è il metodo con cui si arriva a una scelta di questa portata.
Non sono contraria all’isola pedonale permanente. Sono contraria alle scelte fatte alla rinfusa, senza programmazione e senza avere realizzato alcuna delle pre-condizioni necessarie a renderla efficace.
Non basta chiudere una strada al traffico per far rinascere il commercio. Occorre affrontare contemporaneamente il tema dei parcheggi, della mobilità, dell’accessibilità, della sicurezza, del decoro, dell’arredo urbano, degli eventi, dei servizi e della capacità di attrarre persone nel centro storico. Altrimenti il rischio è quello di piantare una bandierina, annunciare una scelta come una svolta e lasciare irrisolti tutti i problemi che stanno mettendo in difficoltà il cuore della città.
Per questo chiediamo all’Amministrazione di fermarsi, aprire finalmente un confronto vero e allargato e spiegare alla città non soltanto dove vuole istituire l’isola pedonale, ma soprattutto perché, con quali obiettivi e all’interno di quale progetto complessivo per il rilancio del centro storico.
Perché governare significa anche ascoltare prima di decidere".
Così in una nota stampa la consigliera comunale Alessandra Lobello.
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