
di JOHN NISTICO'
“.. Io sono una di quelle che non se ne vogliono andare come tante altre, ho scelto di restare qui a Catanzaro nella città dove sono nata. Mi chiamo Rossella ho 23 anni e sto per completare il mio corso di laurea. Antichi e più recenti guai affliggono la mia città, dalla disoccupazione giovanile, alla speculazione edilizia, alla mancanza di strutture per il tempo libero, nelle casistiche nazionali, purtroppo occupiamo posizioni poco invidiabili, ma noi non ce ne vogliamo andare, non vogliamo essere figli dell'ennesima diaspora e di questo appunto che parlerò nella mia tesi di laurea della voglia insieme della rabbia con cui malgrado tutto tanti di noi hanno deciso di restare qui, inventandosi, magari un lavoro. In questo periodo io svolgo un corso di animazione e drammatizzazione teatrale nelle scuole elementari.
In questa zona di Catanzaro lavora un gruppo di amici impegnati nei rilievi e nella catalogazione dei beni culturali della città prima che questo patrimonio vada definitivamente perduto.
Ciao Rossella, saluta così Loredana Lavecchia: “Abbiamo iniziato i rilievi di rione Case Arse, detto anche Largo prigioni, come sai, questa è la parte più antica di Catanzaro, la più suggestiva è rimasta intatta e sono con i miei collaboratori che fanno parte della Cooperativa Dedalo, mentre Mario sta facendo il rilievo. “Sei tornata da Firenze definitivamente”, domanda Rossella: “Sì, sono tornata per carità adesso è meglio lavorare nella propria terra, come sai è difficile stare qui, però è bello è interessante ed è utile soprattutto. Certo. Va bene ragazzi, buon lavoro.”
Ecco uno special di TGSETTE: “DIARIO ITALIANO”, riprese Tommaso Pinini D’Oliva, montaggio Nicola Pezzillo, un video special che sta ottenendo oltre 60.000 visualizzazioni e numerosi consensi sulla piattaforma facebook, iniziato con le testuali parole di Rossella Molè, giovane talento di 23 anni, così capace di trametterci l’istantanea del tempo trascorso e che non vuol passare la mano a sterili pregiudizi, questo anche per la passione dimostrata per la sua città anche dallo stimatissimo Piero Mascitti. Emerge la consapevolezza di non aver avuto sconti, in quel prezzo sostenuto in molti e così ingiusto per la dolorosa sorte di giovani sia di oggi che di ieri, da questo prende titolo il filmato perché: "Non se ne vogliono andare”.
La nostra meravigliosa città, che combatte e continua a voler "sognare", amare, vincere e sperare, perché mai avvenga il susseguirsi della valigia di cartone ad oggi sostituita dal sudore di chi conquista una laurea per poter "fare" il dottore o qualsivoglia mestiere senza il sacrificio di dover andare via da qui. Sono tanti i volti accomunati da questo chiaro ideale, divenuto "illuminante" grazie al contributo audiovisivo che ci rende vivide le testimonianze anche sui "social", un ottimo lavoro realizzato dal compianto Mario Foglietti, scrittore e regista, insieme alla mirabile attenzione di Piero Mascitti, entrambi precursori di quella “visione” evolutiva che potrebbe aprirsi al "senso" di rinascita e rinnovamento culturale contemporaneo, per contrastare il dilagante immobilismo ambientale, con strutture da aprire alle numerose associazioni culturali, per programmare piccoli e grandi eventi capaci di restituire l’esaltazione artistica e di autentico profilo nel capoluogo di regione.
Continua il viaggio degli Anni ‘90, Piero e Rossella, instancabili e orgogliosi, fanno visita alla scuola di teatro del regista Salvo Corea: “Forse vi abbiamo disturbato? Quando debuttate?” domanda Rossella;
“Mai, risponde Salvo, perché probabilmente siamo giovani…” “E’ una colpa essere giovani?”, continua Rossella; “Si, e anche grossa … Perché siamo pochi, perché siamo pazzi...” “Dimmi un buon motivo perché sei rimasto qui in Calabria” replica Rossella: “Perché amo questa città (maledetta), questa terra è la mia terra e mi ha dato la possibilità di lavorare devo dire, io in Calabria lavoro, male, ma lavoro, e sono sicuro che si lavora più qua che altrove. Non siamo nel 1940 dove si andava fuori e si lavorava. Adesso arrivi a Roma e, o vai alla corte di un grande regista oppure... In realtà non riesci neanche a lavorare lì perché i grandi registi adesso hanno i figli.
La Provincia è sicuramente più stimolante, conclude Salvo, siamo i pionieri di una nuova situazione culturale e globale, il discorso sostanziale è che purtroppo siamo noi i pionieri, i giovani, le persone che lavorano, i privati e non gli enti pubblici, gli enti comunali, e questa è una cosa molto, molto, molto grave…!”. Percorrendo poi i viali di una città gremita da giovani, un altro interessante incontro avviene presso i “Giardini di San Leonardo” luogo simbolo del centro e di una condivisione sociale molto ricercata, così Rossella domanda: “Io credo che la mia generazione sia fatta di giovani che vogliono rimanere a Catanzaro, vogliono operare, cercare di fare qualcosa, la sua generazione credo invece che non abbia avuto tutta questa volontà e siete andati via in parecchi? Siamo andati via in parecchi, risponde il Prof. Sarino Madia, ma non si è trattato di questioni di volontà, per noi, per molti di noi è stata una scelta obbligata, davvero molti di noi sono dovuti andare via, molti sono andati all'estero, io sono tra i pochi fortunati della mia generazione, io per ragioni, come dire, sentimentali, non ho potuto, per ragioni anche di famiglia ma misurandomi sempre con gli altri. Sono rimasto qui, direi che è più difficile qui piuttosto che fuori, fuori ci sono condizioni migliori, lottare e lavorare qui per costruire una Calabria diversa e nuova è molto più difficile”.
Sopraggiunta la sera il “dolce” viaggio sta per concludersi e non prima di aver incontrato lo stimato Dott. Pino Guerriero, allora Ass. Comunale alla Cultura: “Sentito che buona musica che fanno?” domanda Rossella, ammirando i giovani della “Binghillo Blue Band”: perché non gli date delle possibilità più concrete, di rimanere qui e di non andare fuori, a Milano per esempio…da dove vengono... “Noi ci auguriamo di tenere tutti i giovani calabresi in Calabria,” risponde Guerriero, soprattutto i giovani che hanno talento e arte”. Ecco l’immancabile passeggiata notturna e solitaria su Corso Mazzini insieme ad un musicista della stessa band, mentre Piero e Rossella abbracciano le note di una tromba che rieccheggia nei nostalgici brividi lasciati a questi nostri giorni, per continuare ad ammettersi che: “bisogna aiutare i giovani calabresi di talento, lo scriverò nella tesi, dice Rossella, dicono sempre così, risponde Piero: Comunque bisogna aver fiducia nel futuro e non mollare”, questa la conclusiva fermezza della giovane Dott.ssa Rossella Molè che conseguirà la sua Laurea il 19 dicembre di 36 anni fa…
Ci restano tanti pensieri e mille emozioni nell’ aver scoperto quanta magnificenza già esisteva nelle parole, e non solo, del proclamato “Cityman” di Catanzaro": “Si tratta di recuperare un'immagine perduta e cercare quindi di superare tutte le persone, le convenzioni letterarie, giornalistiche, sulla città e restituire l'immagine di una città che sta cercando, e penso che ci possa anche riuscire, ad uscir fuori da questa palude di immobilismo nella quale si è trovata per lungo tempo, vuoi per cattiva amministrazione, vuoi per fatalità, ecco questo è il mio compito, è quello là di riallacciare poi un rapporto che si è sfilacciato tra i cittadini è il tessuto urbano e la città vera”. Mario Foglietti
Presidente Exence Live
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