
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Sergio Gaglianese, presidente dell'Associazione "La Tazzina della Legalità", inviata all'Assessore del Comune di Catanzaro MDonatella Monteverdi in merito al concerto di Jovanotti nel capoluogo di regione.
"Gentile Assessora Monteverdi,
ho letto con attenzione la Sua lettera a Jovanotti e, al di là delle diverse sensibilità che possono emergere intorno a un grande evento, condivido pienamente un principio che considero fondamentale: un evento può lasciare un'emozione, ma la vera sfida è trasformare quell'emozione in qualcosa che rimanga nel tempo.
Il Jova Summer Party è stato, senza dubbio, un momento importante per Catanzaro. La città ha ballato, cantato e, per una sera, è stata al centro dell'attenzione nazionale.
Ora, però, passata la grande festa, credo che potremmo provare a fare un passo ulteriore e utilizzare quella straordinaria attenzione per raccontare un'altra Catanzaro: quella che forse troppo spesso rimane lontana dai riflettori.
Una Catanzaro che non è soltanto capace di ospitare grandi artisti, ma che produce talento, cultura, creatività, impresa, innovazione, ricerca, professionalità e bellezza.
Da qui nasce una proposta che mi permetto di sottoporLe.
OLTRE IL PALCO
CATANZARO RACCONTA CATANZARO
Perché non organizzare un grande evento dedicato alle persone e alle realtà che, attraverso il proprio lavoro, la propria creatività e il proprio impegno, danno lustro alla città e ne portano in giro un'immagine positiva?
Penso, solo per citarne alcuni e senza alcuna pretesa di esaustività, ad Antonio Pascuzzo, Massimo Sirelli, Nadia Paone, Daniela Rabia, Luca Marino, Orlando Genovese, Nuccio Loreti, Carlo Diana, Stefano Caccavari, Raffaele Donato, Claudio Cordova, Olimpio Talarico, Antonio Affidato, alla Scuderia Ferrari e a tanti altri professionisti, artisti, imprenditori, ricercatori, sportivi, comunicatori e operatori del sociale che rappresentano energie importanti della nostra comunità.
E mi fermo volutamente qui, perché l'elenco sarebbe lunghissimo e rischierei inevitabilmente di dimenticare qualcuno.
Ma credo che la proposta potrebbe avere un respiro ancora più ampio, aprendosi anche a quelle eccellenze calabresi che, pur non essendo necessariamente nate o residenti a Catanzaro, hanno con la nostra città un rapporto professionale, culturale, imprenditoriale o umano, contribuendo in qualche modo alla sua crescita e alla sua reputazione.
Penso ai calabresi che hanno scelto Catanzaro come luogo di lavoro, di studio, di impresa, di cultura, di ricerca o di impegno sociale; a coloro che qui hanno costruito progetti, avviato attività, sviluppato idee, creato occupazione, prodotto cultura o contribuito, attraverso il proprio talento, a far crescere la città.
Perché Catanzaro non deve essere soltanto raccontata dai catanzaresi, ma anche da tutti coloro che, da calabresi, hanno scelto di interagire con questa città e di contribuire al suo percorso di crescita.
Potremmo così trasformare “Catanzaro racconta Catanzaro” in qualcosa di ancora più ambizioso: un crocevia delle migliori energie della Calabria, con Catanzaro nel ruolo di città capace di aggregare, valorizzare e mettere in rete talenti, competenze e storie positive.
Non immagino una semplice cerimonia celebrativa e nemmeno l'ennesima passerella.
Immagino una vera vetrina delle energie migliori, capace di mettere insieme generazioni, professioni e mondi differenti: cultura, arte, musica, comunicazione, impresa, artigianato, ricerca, innovazione, sport e sociale.
Un appuntamento nel quale, per una volta, non siano soltanto i cittadini a guardare un palco, ma siano le persone a salire sul palco per raccontare ciò che hanno costruito, le difficoltà che hanno superato e ciò che possono ancora costruire.
Credo che potrebbe essere anche un modo concreto per parlare ai nostri giovani.
Negli ultimi anni abbiamo parlato molto di restanza e di ritornanza: restare in Calabria, oppure tornare dopo aver fatto esperienze altrove.
Forse, oggi, abbiamo bisogno anche di una terza parola: Ridestanza.
La ridestanza è il risveglio della consapevolezza, dell'orgoglio e della dignità di una comunità che torna a credere nelle proprie capacità; è la scelta di non rassegnarsi all'idea che per realizzarsi sia necessariamente indispensabile andare via.
È il momento in cui una terra smette semplicemente di chiedere ai propri giovani di restare o di tornare e comincia, finalmente, a creare le condizioni perché possano scegliere liberamente di farlo.
E forse Oltre il palco potrebbe essere anche questo: un piccolo esercizio di Ridestanza, attraverso il racconto di una Catanzaro e di una Calabria che non chiedono compassione, ma riconoscimento; non assistenzialismo, ma opportunità; non passerelle, ma protagonismo.
Perché se vogliamo convincere i nostri giovani che vale la pena restare, dobbiamo anche riuscire a raccontare loro una Calabria diversa da quella della sola partenza.
Dobbiamo mostrare che questa terra può essere anche luogo di opportunità, di realizzazione personale e professionale, di innovazione e di successo.
Il messaggio potrebbe essere semplice, ma potente:
non devi necessariamente andare via per riuscire. Puoi partire, se vuoi, ma puoi anche restare e costruire qui il tuo futuro.
E forse potremmo andare ancora oltre.
Un'iniziativa di questo tipo potrebbe diventare un appuntamento annuale, capace di crescere nel tempo e di costruire una vera e propria rete delle eccellenze, valorizzando anche chi oggi vive fuori dalla Calabria ma continua a portare nel mondo il nome, la cultura e l'identità della nostra terra.
Potrebbe diventare un momento nel quale raccontare non soltanto chi ce l'ha fatta, ma anche chi sta provando a farcela, offrendo ai giovani la possibilità di incontrare modelli positivi, professionisti, imprenditori, artisti e persone che hanno trasformato una passione in un percorso di vita.
Jovanotti ci ha regalato una notte bellissima.
Adesso proviamo a trasformare quella notte in un'energia che duri tutto l'anno.
Per questo mi permetto di rivolgerLe una domanda, più che una proposta già confezionata:
perché non partiamo da qui?
Un progetto semplice nel nome, ma ambizioso nel significato:
Sarebbe bello poter contribuire, insieme all'Amministrazione comunale, alle realtà culturali, associative, imprenditoriali e sociali della città e a tutti coloro che vorranno condividere questa idea, a costruire un'iniziativa capace di far emergere ciò che Catanzaro e la Calabria hanno di più prezioso: le persone.
Perché, in fondo, una città non è fatta soltanto dalle sue piazze, dai suoi palazzi, dai suoi eventi o dalle sue infrastrutture.
Una città è fatta soprattutto dalle persone che la abitano, da quelle che la scelgono e da quelle che, attraverso il proprio talento, contribuiscono a farla conoscere e crescere.
E forse questo è proprio il momento giusto per iniziare a raccontarle.
Con stima e con lo spirito di chi crede che Catanzaro abbia bisogno non soltanto di essere vista, ma soprattutto di essere raccontata attraverso le sue energie migliori.
fiducioso di suo riscontro, la saluto caramanete".
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