Karima, una voce “dentro” le canzoni di Paoli e Vanoni per Armonie d’Arte Festival

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images Karima, una voce “dentro” le canzoni di Paoli e Vanoni per Armonie d’Arte Festival


  12 agosto 2026 12:21

di VITTORIO PIO

Il repertorio, prima di tutto. Perché attraversare le canzoni di Gino Paoli e Ornella Vanoni significa confrontarsi con pagine che hanno conservato intatta una sorprendente capacità di parlare al presente. Ti lascio una canzone, produzione originale di Armonie d’Arte Festival andata in scena all’Orto Botanico di Soverato, ha trovato soprattutto in Karima un’interprete perfettamente a proprio agio dentro questo patrimonio musicale.

Voce, controllo, eleganza, ma soprattutto la capacità di non trasformare l’omaggio in esercizio di imitazione. Karima ha affrontato brani come L’appuntamento, Domani è un altro giorno, La voglia, la pazzia, l’incoscienza, l’allegria e Tristezza, trovando ogni volta una propria misura espressiva. Una vocalità tecnicamente solidissima, utilizzata senza ostentazione, che le permette di entrare nelle melodie rispettandone identità e memoria e, nello stesso tempo, di farle proprie. Ed è soprattutto nei momenti in cui resta sola al centro della scena che emerge la qualità di un’interprete ormai pienamente matura, capace di passare dalla leggerezza alla malinconia senza forzature e di lasciare respirare parole e musica.

Accanto a lei Savio Vurchio, presenza maschile dello spettacolo, ha costruito un dialogo basato sulla personalità dei due interpreti, senza ricercare improbabili somiglianze con gli insuperabili protagonisti originari. Il cielo in una stanza, Ti lascio una canzone e Senza fine hanno così restituito un incontro nel quale entrambi hanno mantenuto una propria riconoscibile cifra espressiva, senza lasciarsi imprigionare dal peso degli originali.

A sostenerli l’Orchestra Sinfonica Brutia, diretta da Francesco Perri, con gli arrangiamenti di Giuseppe Santelli: una presenza orchestrale non soltanto efficace ma caratterizzante, che va oltre il semplice accompagnamento per diventare una tessitura strumentale mai banale e spesso protagonista, all’interno di un percorso sapientemente costruito attorno a melodie entrate da tempo nella memoria collettiva.

Infine, quando nei bis ritorna Che cosa c’è, prima dell’accenno conclusivo di Sapore di sale, insistentemente richiesto dal pubblico, resta soprattutto la sensazione di avere nuovamente incontrato canzoni formidabili attraverso voci che non hanno avuto bisogno di stravolgerle per dimostrare quanto possano essere ancora vive.

«In un cartellone che cerca di offrire sempre qualcosa di particolare, questa nuova produzione non è solo una dedica, ma anche un modo di ricordare un pezzetto del nostro Paese, quello che ha riso e pianto insieme a canzoni che hanno accompagnato la vita di tanti e di più generazioni», dichiara il direttore artistico Chiara Giordano.

Armonie d’Arte prosegue giovedì 13 agosto alle 22, tornando al Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, con uno degli appuntamenti di maggior richiamo nella storia del Festival ideato e diretto da Chiara Giordano: la straordinaria Carmen della Compañía Antonio Gades, in esclusiva nazionale estiva. La storica creazione firmata da Antonio Gades e Carlos Saura, ispirata a Mérimée e Bizet, porta in scena una Carmen profondamente radicata nella cultura andalusa, dove flamenco, recitazione e musica dal vivo concorrono a restituire tutta la forza di una figura femminile irriducibilmente libera.

Tutte le informazioni sul sito di Armonie d’Arte e sui canali social del Festival.