
Il giornalista Francesco Pungitore ha costruito una webapp AI di analisi geopolitica ispirata alla Predictive History di Jiang Xueqin. Dai conflitti in Iran e Ucraina emerge un risultato chiaro: la macchina costringe a fare le domande giuste
09 marzo 2026 15:52C'è un equivoco ricorrente nel modo in cui si parla di intelligenza artificiale applicata alla geopolitica: l'idea che il suo scopo sia indovinare cosa accadrà domani. È un equivoco comodo, perché consente di liquidare lo strumento nel momento stesso in cui la previsione non si avvera, oppure di elevarlo a oracolo quando il caso gli dà ragione. In entrambi i casi, si resta dentro una logica binaria — giusto o sbagliato, vero o falso — che è esattamente ciò da cui un'analisi seria dovrebbe affrancarsi.
È partendo da questa consapevolezza che il giornalista e docente calabrese Francesco Pungitore ha realizzato GeoPredict, una webapp di simulazione geopolitica costruita con BUILD di Google AI Studio, la funzionalità gratuita della piattaforma di Google che consente di trasformare un'idea descritta in linguaggio naturale in un'applicazione web funzionante. Il riferimento metodologico è la Predictive History del professore Jiang Xueqin, il docente e divulgatore sino-canadese diventato un caso internazionale dopo che le sue analisi — tra cui la previsione della rielezione di Donald Trump nel 2024 e l'escalation statunitense verso l'Iran — si sono rivelate sorprendentemente accurate. Xueqin, che conta centinaia di migliaia di follower tra YouTube, Instagram e il suo podcast su Spotify, non pretende di possedere una sfera di cristallo: il suo metodo si fonda sull'analisi dei pattern storici, sulla teoria dei giochi e sui vincoli strutturali che condizionano le scelte degli attori politici.
Pungitore ha tradotto questa impostazione in un'architettura digitale: l'utente formula una domanda su uno scenario geopolitico e il sistema restituisce un report articolato in quattro sezioni — pattern storici, teoria dei giochi, vincoli strutturali, scenario predittivo. Non una sentenza, ma una traiettoria argomentata. Un piccolo esercizio di disciplina intellettuale che obbliga chi lo utilizza a uscire dalla logica del tifo, della reazione emotiva istantanea, della semplificazione da timeline.
Iran: nessun vincitore, solo una radicalizzazione
Il primo banco di prova è stato il conflitto tra Stati Uniti e Iran. L'analisi restituita da GeoPredict non concede nulla alla retorica bellicista né a quella pacifista: lo scenario principale è quello di uno status quo instabile. La campagna militare, nella lettura del sistema, tende a esaurirsi sotto il peso dei costi economici, energetici e politici, senza produrre una vittoria definita per nessuna delle parti.
Ma è il secondo livello dell'analisi a risultare più inquietante. Anziché crollare, il sistema iraniano si consolida. GeoPredict delinea una dinamica in cui il conflitto esterno non indebolisce il regime ma lo trasforma in senso ancora più securitario: rafforzamento dei Pasdaran, repressione interna più dura, struttura di potere meno ideologica e più militarizzata. È un pattern che la storia conosce bene — dall'Iraq di Saddam sotto embargo alla Corea del Nord — e che il sistema ha saputo riconoscere e proiettare sullo scenario attuale.
Ucraina: l'armistizio di esaurimento
Sulla guerra tra Russia e Ucraina, il quadro è quello che la webapp definisce un "armistizio di esaurimento". Non una pace vera, non una riconciliazione, ma un congelamento del conflitto lungo la linea di contatto, secondo un modello che richiama la Corea e altri conflitti mai realmente chiusi. Il risultato non promette la fine del problema, bensì una stabilizzazione imperfetta, nella quale le ragioni profonde dello scontro restano intatte ma la capacità materiale di continuare a combattere si riduce progressivamente da entrambe le parti.
È uno scenario che non soddisfa nessuno — né chi auspica la vittoria ucraina, né chi immagina un trionfo russo — ma che ha il merito della plausibilità. E la plausibilità, in geopolitica, vale più della speranza.
Lo strumento non è neutro: è un metodo
Pungitore tiene a precisare un punto che dovrebbe essere ovvio ma che nel dibattito sull'IA non lo è mai abbastanza: nessuna webapp prevede il futuro. GeoPredict non sostituisce lo studio della storia, delle relazioni internazionali, dell'economia politica. Quello che fa, però, è costringere chi lo utilizza a porsi le domande giuste. Quali precedenti storici somigliano davvero a questa crisi? Chi sono gli attori? Cosa vogliono? Cosa li frena? Quali fattori materiali pesano più delle dichiarazioni pubbliche? Quale variabile può cambiare tutto?
In un'epoca in cui il dibattito sui conflitti è dominato da slogan, schieramenti automatici e letture emotive, uno strumento che rimette al centro il metodo non è un lusso intellettuale. È una necessità.
Una palestra per la complessità
C'è poi una dimensione che riguarda la scuola. Pungitore, che è anche un docente di Scienze Umane e Filosofia, intravede in GeoPredict un possibile strumento didattico. Non per insegnare agli studenti a prevedere il mondo, ma per allenarli a leggere la complessità: confrontare eventi storici, analizzare interessi e strategie, distinguere tra fatto e interpretazione, tra probabilità e propaganda, tra narrazione mediatica e struttura reale dei fenomeni.
In questo senso, la webapp (gratuita) si colloca all'incrocio tra storia, educazione civica, geopolitica e media literacy — esattamente il terreno su cui si gioca la formazione di un cittadino consapevole.
Il futuro non si indovina. Si studia. E, qualche volta, si può anche provare a simularlo con un po' più di rigore.
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