L’Ic ‘Pascoli’ di Maida conclude il progetto sui rischi di internet

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  28 maggio 2026 04:55

Con la manifestazione finale svoltasi nei giorni scorsinell’aula magna dell’Istituto comprensivo Pascoli di Maida, plesso di San Pietro a Maida, i giovani protagonisti del progetto di prevenzione sui rischi virtuali “In riga su internet – Una regola salva la vita, hanno presentato i loro elaborati scaturiti dall’esperienza progettuale.

Il Pascoli, diretto da Sabrina Grande, infatti ha ospitato il progetto che ha visto coinvolti ed interessati gli allievi della III A e III B coadiuvati dai docenti Debora Crialesi, Tiziana Vono e Chiara Pileggi, referentedon Andrea Latelli, al fine di proporre un percorso informativo finalizzato a promuovere e sensibilizzare l’utenza a una cultura della “Sicurezza” e a un sano e consapevole uso di Internet.

Il progetto è stato proposto da Meter Onlus, coadiuvati da Vivere In, due associazioni, che da tempo, operano nell’ambito dell’educazione e della prevenzione sui rischi della rete. Meter Onlus, rappresentata dalla referente regionale, Annalisa Gioiello recentemente nominata dal vescovo della Diocesi di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, referente diocesana per la Tutela dei minori, e Vivere in, rappresentata dalla responsabile per Lamezia, Maria Rita Di Cello.

Indicare la diritta via! E se si “naviga” nelle profondità di un Web sempre più insidioso, mai perdere di vista la giusta rotta! È questo l’imperativo categorico che animail progetto. Una battaglia che entrambe le associazionicontinuano a combattere senza esclusione di colpi soprattutto sondando i fondali di un mondo virtuale che però continua ad esporre le giovani generazioni a rischi e ad insidie assolutamente reali, dalla pedopornografia, al sexting, al cyber bullismo.

L’attività didattica, si è proposta di contrastare i pericoli che derivano da un utilizzo improprio, o non accompagnato, di internet, da parte di minori e non, indirizzandoli a riconoscere i tanti pericoli che la rete nasconde. Come? Garantendo e mettendo a disposizione dei nuovi nativi digitali ogni strumento di conoscenza e di difesa per orientarsi nella selva del multischermo: un righello e segnalibro “in riga su internet”, non un semplice accessorio scolastico ma un decalogo sulle fondamentali regole per “abitare” al meglio ed in sicurezza tutto il mondo del web.

Certamente non si può demonizzare Internet, divenuto strumento indispensabile su vari fronti, ma occorre fornire modelli educativi ai ragazzi, veri esperti, “nativi digitali”, e, come è noto, soggetti vulnerabili da proteggere dai diversi rischi provenienti non solo dalla rete. Un uso massiccio del web (e dei videogiochi), è capace di generare spesso effetti “anestetici” o persino aggressività nel linguaggio tra i pari.

Oramai, in questa società fortemente tecnologica, proiettata verso un futuro di maggiore progresso in questo campo, l’essere umano, in questi casi l’adolescente, facendone un uso spropositato, vi rimane, molte volte, prigioniero. L’eternamente connesso è diventato oramai uno stile di vita!

La rete, come tutti sappiamo, rappresenta una straordinaria occasione di apprendimento e di conoscenza ma è anche un luogo in cui si possono fare esperienze che segnano per sempre la nostra vita. È in questo contesto, che il progetto va ad inserirsi, attraverso un approccio semplice e diretto, cercando di portare il suo modesto contributo in termini di conoscenza e potenziamento di quegli anticorpi che ogni essere umano possiede, per riuscire a prevenire e o a contrastare situazioni di pericolo per la propria salute mentale e fisica. La collaborazione tra le due associazioni, pur operando su aspetti diversi del vivere umano, nasce dall’esigenza di farsi promotori di un percorso di conoscenza e di difesa della dignità umana, oggi fortemente assoggettata e asservita alla tecnologia. Non basta la repressione, demandata alle sole forze di polizia, per stroncare il turpe commercio di minori nel mondo, ci vuole anche una rete capillare di persone competenti e motivate, capaci di collegarsi con la società in cui vivono, affinché si crei una mentalità di vigilanza, di sostegno e di protezione. In questo senso i ragazzi sono stati coinvolti in una serie di incontri informativi, che sono serviti ad introdurli alla tematica trattata, attraverso proiezioni, attività di workshop, attività laboratoriali, compilazione di un questionario, da loro stessi successivamente elaborato.

 


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