L'impugnazione della transazione multimilionaria con la Sieco ancora non c'è, in 11 chiedono un Consiglio comunale urgente

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  02 settembre 2026 16:37

Una transazione che vale decine di milioni di euro. L’Anac che, nel dicembre 2024, boccia le proroghe del contratto per la raccolta differenziata e mette nel mirino anche l’accordo sottoscritto dal Comune con Sieco nel maggio 2022. La (nuova) Giunta che, nel gennaio 2025, decide di impugnare quella transazione. E poi, il nulla.

È questo il punto sul quale l’opposizione vuole accendere i riflettori, chiedendo una seduta urgente del Consiglio comunale. A mettere nero su bianco la richiesta al presidente dell’Assemblea municipale, Gianmichele Bosco, sono undici consiglieri: Veraldi, Assisi, Donato, Lobello, Levato, Talerico, Parisi, Sergio Costanzo, Riccio, Ciciarello e Verrengia.

La domanda è semplice quanto pesante: perché l’impugnativa deliberata dalla Giunta non è mai arrivata in tribunale?

 

La vicenda ruota attorno alla transazione firmata nel maggio 2022 tra il Comune e Sieco. L’accordo nasce dalla necessità di regolare i rapporti economici legati ad alcuni servizi aggiuntivi eseguiti dalla società, a fronte della rinuncia a rivalersi sul Comune per il mancato rispetto di alcuni aspetti qualificanti del contratto. Poi arriva l’Anac. Nel dicembre 2024 l’Autorità nazionale anticorruzione interviene sulla gestione del servizio, censurando le plurime proroghe del contratto sulla raccolta differenziata e mettendo sotto accusa anche la transazione. Ed è qui che, secondo i consiglieri di Azione (che da anni si concentrano su questo dossier), si apre una partita economica enorme. Secondo la loro ricostruzione, tra secondo centro di raccolta, quota di avvio al riciclo e altri capitoli collegati all’accordo, sul tavolo ci sono diverse decine di milioni di euro.

 

Alla luce delle prescrizioni dell’Anac, la Giunta comunale decide di procedere con l’impugnazione della transazione. Una decisione formale, contenuta in un atto dell’Amministrazione, che però viene subordinata a un passaggio tecnico preciso: il settore Igiene Ambientale deve predisporre una relazione puntuale sulla vicenda, necessaria all’Avvocatura comunale per poter agire in giudizio.

La relazione, però, non arriva agli avvocati dell’Ente. E senza quella relazione l’impugnativa non parte. Il risultato è paradossale: la Giunta decide di impugnare la transazione, ma il Comune non la impugna. Da allora è trascorso più di un anno e mezzo. E l’opposizione ora chiede di capire cosa sia accaduto durante questo lungo intervallo di tempo, perché l'atto della Giunta non abbia prodotto l'effetto per il quale era stato adottato e soprattutto chi abbia avuto la responsabilità di completare il percorso amministrativo.

 

La richiesta di Consiglio riguarda i dirigenti di Igiene Ambientale e Avvocatura comunale, il Dec e il Rup del contratto sui rifiuti. L'obiettivo è ricostruire passo dopo passo cosa è successo: la transazione del 2022, i rilievi dell'Anac del 2024, la deliberazione della Giunta del gennaio 2025, la relazione richiesta al settore Igiene Ambientale e mai trasmessa all'Avvocatura e, infine, la mancata impugnazione. Adesso l'opposizione vuole che siano gli uffici e l'Amministrazione, pubblicamente e in Aula, a spiegare perché una decisione assunta dalla Giunta sia rimasta sulla carta. (g.r.)