L'incontro tra Camera Penale di Catanzaro, magistratura e politica sulla questione carceraria

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  17 settembre 2026 13:56

di GAETANO MARCO GIAIMO

Un confronto per richiamare l'attenzione su un tema fondamentale. In tutta Italia, quest'oggi, le Camere Penali hanno voluto indire una conferenza stampa per portare al centro del dibattito pubblico la questione carceraria: a Catanzaro, avvocatura, magistratura, politica e istituzioni hanno avuto modo di confrontarsi nella Biblioteca dell'Ordine degli Avvocati, trovandosi insieme per riflettere sulle condizioni degli istituti penali e dei detenuti, con l'intento di restituire alla pena il suo volto costituzionale dando vita a possibilità concrete di reinserimento. Gli eventi culmineranno sabato 19 settembre a Firenze, con il dibattito di analisi e proposte dal titolo "Lo stato generale dell'esecuzione penale".

Tre parole hanno conquistato l'attenzione di tutti i presenti: umanità, giurisdizione ed efficienza. Il Presidente della Camera Penale di Catanzaro, Francesco Iacopino, ha per primo portato l'attenzione sull'insostenibilità della situazione attuale: "Con voce corale e unica vogliamo lanciare un grido d'allarme su questa emergenza. C'è una distanza siderale tra ciò che il carcere dovrebbe essere e quello che è diventato perché abbiamo perso la tendenza alla rieducazione. I detenuti di oggi sono tossicodipendenti, malati psichiatrici, poveri, questo porta a tassi di sovraffollamento con una media nazionale che si aggira intorno al 142%, superando anche il 200% in alcuni istituti. La condizione materiale delle strutture non garantisce, spesso, neanche la dignità. Anche a Catanzaro abbiamo una sezione che da anni attende ristrutturazione e versa in stati inaccettabili".

L'intervento dell'avvocato ha ribadito come "il carcere debba essere la risposta al soggetto pericoloso dal quale la società deve essere protetta, non la risposta ordinaria al soggetto disperato": "Dobbiamo tornare a parlarne nel dibattito pubblico, facendo capire che la politica del buttare la chiave non significa restituire maggiore sicurezza. Serve decompressione penale e intervenire sugli istituti alternativi, investendo sul sistema dei reati ostativi. Le ricette, nel breve e medio periodo, esistono: dobbiamo tenere alti i riflettori e ricordare che il modo in cui una società tratta chi ha perso la libertà racconta, prima di tutto, quanto quella società sia ancora fedele ai propri principi costituzionali".

L'avvocato Valerio Murgano ha spiegato l'iniziativa delle Camere Penali che si terrà a Firenze, ribadendo che "tutto questo ha senso solo se ci si assume la responsabilità". La parola è poi passata agli esponenti della magistratura, con Maria Teresa Carè, Presidente della Prima Sezione Penale della Corte d'Appello di Catanzaro: "Come Corte ci sta molto a cuore la condizione carceraria, soprattutto per quanto riguarda l'accesso alla sanità penitenziaria. Negli istituti c'è una considerevole quota di malati psichiatrici. Gli argomenti alla base dell'iniziativa dell'avvocatura sono pienamente condivisibili nell'ottica di una gestione della pena nei principi costituzionali: non possiamo abdicare alla rieducazione come obiettivo finale dell'esecuzione penale".

Il Presidente del Tribunale di Catanzaro, Giuseppe Spadaro, è intervenuto in merito: "Sono molto appassionato di diritto penitenziario e in passato sono stato selezionato dal Ministero per un progetto europeo sull'esperienza penitenziaria minorile che divenne poi progetto pilota per le altre nazioni. Per stabilire se un sistema funziona bisogna valutare il tasso di recidiva: nel minorile, in Italia, è prossimo al 3%, mentre quello degli adulti è tra i più elevati in Europa. È chiaro che manca l'umanità con la quale il sistema minorile si esprime sin da subito pur applicando la giurisdizione, anticipando la valenza educativa fin da quando si entra in contatto col Pubblico Ministero minorile. Il diritto è nato nel nostro Paese, l'intervento giurisdizionale non si può fermare all'applicazione delle norme. Un'opportunità di riscatto va offerrta a chiunque e l'intervento di sistema dev'essere metodologico". 

Dopo un saluto anche della Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Catanzaro, Vincenza Matacera, è stato il turno dei rappresentanti dell'Amministrazione Comunale. Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Catanzaro, Luciano Giacobbe, si è soffermato sui problemi che affliggono la struttura cittadina: "Da anni ci mobilitiamo per segnalare le criticità del nostro sistema penitenziario e mi duole constatare che si torna sempre a parlare delle stesse difficoltà. Servono misure alternative alla detenzione e un sistema penitenziario rinnovato, partendo dagli ambienti carcerari". Carenza di accesso alle cure, problematiche sui trasferimenti e mancanza di rispetto del principio di territorialità sono solo alcune delle questioni sollevate: "Oltre il 50% dei detenuti nel carcere di Siano ha problemi psicologici, c'è carenza di personale e aumentano i suicidi. L'Amministrazione Comunale qui ci è vicina ma a livello nazionale si fanno solo le passerelle senza capire i problemi reali dei penitenziari: non servono nuovi istituti, bisogna prima rendere efficienti e funzionali quelli già esistenti".

Il Presidente del Consiglio Comunale, Gian Michele Bosco, ha sottolineato l'importanza dello stimolo offerto dalla Camera Penale: "La nostra cultura politica è ancora lontana da alcune discussioni e tematiche, soprattutto a livello locale. Abbiamo cercato di colmare il gap esistente poiché non c'era mai stata comunione d'intenti in questo senso, ma la strada da percorrere è ancora lunga perché partiamo dal vuoto totale. La politica tende ad attaccare l'effetto e a non identificare la causa: dobbiamo sposare nel concreto questa tematica, dando visibilità a questi soggetti invisibili e compiendo il passo decisivo nel fare entrare la politica carceraria nei programmi dei vari governi".

Una piccola discussione con qualche proposta avanzata dai presenti è stata portata avanti prima delle conclusioni affidate al Presidente Spadaro: "L'Amministrazione Comunale può fare molto con progetti seri e coraggiosi, ciò che va allenato da parte di tutti è la capacità d'ascolto perché permette di cambiare il modo in cui si esercita il proprio ruolo. Serve personale qualificato che sappia prestare l'orecchio a chi ha commesso un errore, facendogli capire che c'è una possibilità anche per lui". Catanzaro vuole fare la sua parte all'interno del dibattito nazionale, mettendo in campo una sinergia d'intenti che può contribuire al cambiamento: la rivoluzione parte anche incidendo a livello locale.