L’Opat: “Ennesimo abuso nell’Oasi Scolacium ZSC di Squillace”
07 giugno 2026 09:38"Ennesimo abuso nell’Oasi Scolacium ZSC di Squillace…proprio in questi giorni erano stati affissi i cartelli descrittivi sulla natura dell’Oasi riconosciuta a livello europeo, ma, da qualche ora, sono apparsi all’ingresso della pineta di via Aiace dei cartelli con scritto: “Proprietà Privata” e poi una fitta rete metallica ha ingabbiato tutta l’area fino allo sfocio del torrente. Avendo ricevuto questa segnalazione, ci siamo recati per un sopralluogo e siamo rimasti davvero sconcertati per una cosi spudorata manifestazione di sopraffazione di una proprietà pubblica, adibita a fruizione collettiva" lo scrive l'O.P.A.T., l'OsservatorioPermanenteAmbienteeTerritorio.

"Al tempo stesso non riusciamo a comprendere come i confinanti, le attività balneari e tutta la cittadinanza abbia assistito a ciò, senza produrre alcuna segnalazione alle forze dell’ordine. Tale “blindatura” di una parte della pineta con pali e reti metalliche viola non solo i presupposti di pubblica fruizione dell’Oasi, ma ne compromette anche le stesse prerogative paesaggistiche e naturalistiche che le hanno consentito il riconoscimento".
"Mesi fa avevamo accolto le istanze del vice sindaco Muccari di supporto affinchè tutta la collettività potesse essere sensibilizzata in merito al valore di questo patrimonio naturalistico, ma dobbiamo constatare che la volontà di proseguire nel percorso iniziale, non ha avuto gli esiti sperati. Tutta la classe politica, l’amministrazione comunale, lo stesso primo cittadino, avrebbero dovuto accogliere gli innumerevoli “assist” che noi abbiamo prodotto di supporto e sostegno, ma forse si è preferito non schierarsi e scontentare nessuno. Così come quando si inscenò l’apparizione di un cantiere forestale nel novembre del 2024 per distruggere il sottobosco protetto della pineta e farne scempio di migliaia di alberi, non vi erano affissi cartelli legali in merito alle autorizzazioni, ai committenti, ai permessi etc…Così come adesso, non vi è presenza alcuna di nessun lavoro autorizzato dalle legislazioni in corso…Forse nella “terra di Cassiodoro” vigono altre leggi ? Ci auguriamo che tutto questo illegale e antiestetico metallo sia rimosso prontamente, che sia di nuovo garantito l’accesso alla pineta e alla battigia (essendo pubblico demanio) e che i responsabili, finalmente possano pagare per tutti i danni che hanno inferto e continuano a arrecare al territorio senza il minimo ritegno".
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