L'Osservatorio Regionale delle Povertà: "La dignità del lavoro ridotta a sopravvivenza"
16 settembre 2026 14:54L'Osservatorio Regionale delle Povertà della Calabria lancia oggi un allarme indifferibile di fronte a una crisi sociale senza precedenti, acuita amche da un caro-carburanti ormai fuori controllo. Con il prezzo medio del diesel che ha toccato il record storico nazionale di 2,246 euro al litro sulla rete stradale ordinaria e superato i 2,3 euro in autostrada, ci troviamo di fronte a una vera e propria tassa regressiva che sta condannando milioni di lavoratori a una condizione di nuova povertà.
I dati e le testimonianze che quotidianamente ci raggiungono delineano un quadro drammatico. Pur rinunciando al superfluo o ai viaggi all'estero e tagliando drasticamente sulle spese di prima necessità non si riescono più a coprire i costi della mobilità. Emblematica e intollerabile è la condizione vissuta da migliaia di operai e lavoratori monoreddito nella nostra regione e nel Paese. Di fronte a salari inchiodati attorno ai 1.300 euro mensili, un lavoratore che deve percorrere decine di chilometri per recarsi al lavoro si trova a sostenere una spesa mensile per il carburante che supera i 400 euro. Oggi, recarsi a fare rifornimento si traduce in una beffa grottesca e insostenibile: con 20 euro si acquistano appena 8 litri di gasolio, mentre in passato la stessa cifra garantiva circa 15 litri. Un'autovettura, che per milioni di pendolari, docenti fuorisede e lavoratori non è un lusso, ma l'unico strumento strutturale per raggiungere il posto di lavoro, è stata trasformata in un bene inaccessibile.
A questa emorragia finanziaria si somma l'effetto domino devastante generato dal trasporto su gomma: l'aumento dei costi logistici si abbatte direttamente sui beni di consumo e sul carrello della spesa, erodendo quel poco che resta dei salari fissi. L'Osservatorio Regionale delle Povertà riceve numerosissime telefonate e richieste d'aiuto disperate da parte di lavoratori monoreddito, famiglie e soggetti storicamente estranei ai circuiti della marginalità che oggi precipitano anche nella povertà energetica e dei trasporti. Quando persino il diritto elementare di andare a lavorare, di riscaldare la propria abitazione o di mettere un pasto in tavola viene subordinato alla speculazione internazionale, il contratto sociale si rompe irrimediabilmente.
Per questi motivi, l'Osservatorio Regionale delle Povertà della Calabria chiede con forza alle istituzioni nazionali e regionali di assumere provvedimenti urgenti e strutturali: Interventi incisivi e permanenti sul prezzo dei carburanti, sterilizzando l'impatto delle accise e contrastando ogni peculazione lungo la filiera energetica. Potenziamento immediato e mirato degli aiuti selettivi per i redditi bassi e medi, schiacciati dall'aumento del costo della vita e troppo spesso esclusi dalle soglie di accesso ai bonus, attraverso strumenti di sostegno diretto al reddito e alla mobilità lavorativa.
Misure straordinarie di calmiere sulle bollette energetiche e sui beni di prima necessità, per restituire potere d'acquisto ai salari e garantire che la transizione e le crisi globali non vengano scaricate unicamente sulle spalle delle fasce più deboli. Lavorare non può significare lavorare unicamente per pagarsi il carburante necessario a raggiungere il posto di lavoro. La legalità e la giustizia sociale si radicano difendendo la dignità dei lavoratori e impedendo che la sopravvivenza diventi l'unica prospettiva concessa ai cittadini.
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