
Biodiversità e gente che ha attraversato il mare, memorie antiche e voglia di futuro, colore dei disegni e piante che nascono anche tra le pietre: il Gal Terre Locridee, al Macfrut 2026 di Rimini, ha presentato il suo lavoro incessante sul territorio per sensibilizzare le comunità, ricomporre la conoscenza sulla natura e sul patrimonio storico, riscoprire la sapienza antica dei padri. Un impegno che si traduce in una visione innovativa di sviluppo locale, capace di coniugare identità, conoscenza e futuro.
Dallo Stand di Calabria Straordinaria, il Gal Terre Locridee ha raccontato il territorio attraverso la cooperazione internazionale e le produzioni identitarie, confermando l’avvio di un ponte tra Calabria e Colombia, grazie alla collaborazione con il Cisp (Comitato internazionale per lo Sviluppo dei Popoli). Un dialogo vivo tra due territori apparentemente lontani ma profondamente affini, uniti dalla ricchezza della biodiversità, da pratiche agricole radicate nella tradizione e da comunità che riconoscono nella terra un elemento identitario e di riscatto. Il Gal promuove, infatti, una cooperazione che non è solo di tipo produttivo, ma anche umana e culturale.
Il presidente Francesco Macrì e il direttore Guido Mignolli, nello spazio dedicato alla biodiversità, condotto da Anna Aloi, hanno illustrato l’immenso patrimonio di flora e fauna della Locride e il risultato di un’importante ricerca promossa dal Gal e condotta sul campo dal professore Orlando Sculli, contenuta nel libro fresco di stampa “Piante officinali del Mediterraneo” (edito da Rubbettino), arricchito dagli acquarelli di Domenico Carteri e dalla traduzione in grecanico di Salvatore Dieni.
Un’operazione culturale suggestiva e dai significativi risvolti sociali, come hanno sottolineato il presidente Macrì e il direttore Mignolli, esprimendo soddisfazione per un lavoro bello e prezioso per la ricostruzione storica: dalle ricette che nascono sulle due sponde dello Ionio, ai rimedi tramandati per vincere i malanni, alle erbe nascoste e misteriose, la Locride è uno scrigno di bellezza e diversità, da scoprire.
Presenti anche il presidente Nazionale di Copagri, Tommaso Battista, e il professore dell’Università di Bologna Adamo Domenico Rombolà con i suoi studenti: un momento di confronto partecipato, durante il quale si è discusso di esperienze, buone pratiche e nuove idee per valorizzare al meglio le eccellenze locali, rafforzando il legame tra ricerca, territorio e comunità.
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