La buona sanità. Gareri: "Il mio grazie ai 'dispensatori' di umanità dell'ospedale di Catanzaro e a quelle mani che sanano"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images La buona sanità. Gareri: "Il mio grazie ai 'dispensatori' di umanità dell'ospedale di Catanzaro e a quelle mani che sanano"

  26 maggio 2021 11:31

di DOMENO GARERI

 “Chi lavora con le sue mani è un lavoratore. Chi lavora con le sue mani e la sua testa è un artigiano. Chi lavora con le sue mani e la sua testa ed il suo cuore è un artista.”

Banner

Con questa Frase di San Francesco di Assisi desidero iniziare questa mia lettera di ringraziamento ai direttori, ai medici, agli infermieri ed a tutto il personale dei reparti di cardiologia, medicina di urgenza  e chirurgia dell’Ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro.

Banner

Professionisti e persone che con le loro mani curano ed assistono le tante persone che diversamente sarebbero in compagnia solo delle proprie patologie.  “Dispensatori” di umanità verso persone che come mia madre, da mesi sono afflitte da importanti patologie che l’hanno costretta ad entrare diverse volte in ospedale a rischio della vita.

Banner

Ringrazio tutto lo staff medico, ringrazio Dio perchè mamma, oltre a trovare professionisti con la P maiuscola ha trovato persone che oltre a curarla, anche nei momenti più critici, le hanno saputo trasferire  “non sei sola”, mani che tante volte le hanno donato carezze che in genere facevano  i familiari, impossibilitati per colpa del covid.  Medici e personale para medico che sono diventati i familiari delle persone ricoverate, che con grande umanità e amore hanno saputo sopperire a quella mancanza di  carezze dettate dalla terribile pandemia. Persone che hanno saputo esser presenti per i pazienti e per i familiari pronti a dare seppur al telefono  notizie ed informazioni.  Artisti, come definiti da San Francesco che sanno dare conforto agli ammalati, porgendo la propria mano sulle loro spalle  alle 5.40 del mattino, oppure ad accarezzare il viso prima di un intervento chirurgico o subito dopo.

Grazie a tutti ed ad ognuno di Voi e scusateci se non sappiamo raccontare e trasmettere quanto di bello e positivo fate. Se lo facessimo sarebbe una cura per tutti, perché siete testimoni di amore verso il prossimo, di attenzione e cura verso che sfortunatamente, tante volte, si trova nella sofferenza. Grazie anche al Cappellano che non fa mancare la presenza più forte di tutte, quella di Gesù, grazie a coloro che col covid abbiamo definito i nuovi eroi, ma che effettivamente lo sono da sempre. Si da sempre perché è da sempre che in ospedale ci si trova nelle situazioni più imbarazzanti, situazioni in cui non si ha neanche l’autonomia di lavarsi, di andare in bagno da soli, di mangiare ed è da sempre che ci sono persone che con dolcezza, delicatezza, accarezzando la dignità di ognuno, riescono a far superare l’imbarazzo e le difficoltà, è da sempre che ci sono medici che riescono ad intervenire nell’emergenza con manovre salvavita, non è il covid che ci restituisce l’eroicità di queste figure, che lavorano tante volte senza orario, in situazioni molto difficili, lottando con tante avversità, sono gli eroi di sempre ora, col covid sono “semplicemente” testimoni che  «Dove c'è amore per l'uomo c'è anche amore per l'arte [medica] ". 
 

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner