La Calabria al sedicesimo posto in Italia per "condizioni offerte alle madri"

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  06 maggio 2026 11:38

Il recente rapporto di Save the Children, intitolato "Le Equilibriste - La maternità in Italia 2026", delinea per la Calabria un quadro caratterizzato da una timida risalita e da profonde contraddizioni. Sebbene la regione sia riuscita a guadagnare due posizioni rispetto all'anno precedente, attestandosi al sedicesimo posto della classifica nazionale, la realtà quotidiana per le donne calabresi rimane segnata da una cronica carenza di servizi essenziali. Il miglioramento complessivo non riesce infatti a nascondere il dato critico relativo all'offerta educativa per la prima infanzia, che vede la Calabria ferma al diciannovesimo posto, testimoniando quanto sia ancora difficile trovare un supporto pubblico adeguato per i figli piccoli.

Uno dei segnali più incoraggianti emerge dal mercato del lavoro, dove la regione ha compiuto un balzo significativo passando dalla diciassettesima alla dodicesima posizione. Questo slancio è sostenuto da un aumento del tasso di occupazione per le madri con figli minorenni, passato dal 39,8% al 43,4% in un solo anno, e da una contestuale riduzione del part-time involontario. Parallelamente, la Calabria continua a mostrare una notevole tenuta demografica, confermandosi al quinto posto in Italia per numero medio di figli per donna e superando, insieme a poche altre realtà, la media nazionale di fecondità.

Tuttavia, queste note positive si scontrano con una gestione dei servizi pubblici che appare quasi proibitiva. La copertura degli asili nido e dei servizi educativi si ferma infatti al 5,9%, una cifra drasticamente inferiore rispetto al 18,5% della media italiana. Tale vuoto strutturale ha un impatto diretto sulla percezione del benessere delle madri, che collocano la regione agli ultimi posti della classifica per soddisfazione soggettiva, superando solo Puglia e Campania. La mancanza di tempo libero e le difficoltà nel conciliare la carriera con la vita privata rendono la condizione materna un esercizio di equilibrismo costante e faticoso.

Il quadro regionale si completa con una stabilità nella rappresentanza politica femminile, ferma al dodicesimo posto, e un discreto miglioramento nel settore della salute, dove la Calabria risale al quindicesimo posto per quanto riguarda il diritto alla cura e alla nutrizione. Note dolenti arrivano invece dal fronte della tutela contro la violenza, ambito in cui la regione ha perso tre posizioni scendendo al diciassettesimo posto per disponibilità di centri antiviolenza e case rifugio. In definitiva, la Calabria del 2026 appare come una terra di grandi potenzialità umane e demografiche che fatica però a tradurre i propri sforzi in un sistema di welfare solido e inclusivo.


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