
Assolto. La Corte d'appello di Catanzaro (presidente Giancarlo Bianchi; Pietro Scuteri e Michele Ciociola) ha riformato la sentenza emessa nel 2023 nei confronti di Domenico Rizza condannato in primo grado dal Tribunale di Lamezia a 8 anni di reclusione.
L'uomo, difeso dall'avvocato del foro di Catanzaro Gregorio Viscomi, era stato accusato di aver assunto il ruolo di concorrente esterno rispetto alla cosca Giampà di Nicastro Lamezia. Secondo gli investigatori Rizza avrebbe operato tra il 2008 e il 2011 come un vero e proprio punto di riferimento del clan. Pur non essendo inserito nell’organizzazione, da esterno, avrebbe fornito un contributo concreto mettendo a disposizione pistole calibro 9 e 7.65, oltre ad armi da guerra come i kalashnikov.
Nel dettaglio, il capo A contestava il concorso esterno nella cosca di ’ndrangheta “Giampà” di Lamezia Terme, il capo B riguardava invece la detenzione e cessione illegale di armi da fuoco.
La Corte d’Appello ha senteziato che il fatto non costituisce reato quanto al capo A, e dichiarando prescritto il reato di detenzione e cessione illecita di armi di cui al capo B, una volta esclusa l’aggravante del metodo e della finalità mafiosa.
considerato che secondo gli inquirenti avrebbe fornito un contributo concreto e volontario. Inoltre, di detenzione e cessione illegale di armi da fuoco.
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