
Riceviamo e pubblichiamo
C'è una storia che si ripete da anni nel villaggio Lopilato, nel comune di Stalettì, alle porte di Montepaone Lido e della splendida Caminia. Una storia fatta di morti sospette, di episodi inquietanti, di sofferenza e rabbia. Una storia che, per la frequenza con cui si manifesta e per le modalità con cui si consuma, lascia ormai ben poco spazio ai dubbi.
Per gran parte dell'anno i gatti che vivono nel villaggio trascorrono la loro esistenza serenamente. Sono animali conosciuti da tutti, accuditi con dedizione da residenti che se ne prendono cura quotidianamente, garantendo loro cibo, assistenza e rispetto. Fanno parte del paesaggio umano di Lopilato da molti anni e convivono pacificamente con chi abita questi luoghi.
Poi arriva l'estate. Le seconde case si riaprono, il villaggio torna a popolarsi e, puntualmente, ricominciano gli episodi più dolorosi. È una coincidenza che si ripete con una regolarità inquietante: mentre il resto dell'anno trascorre senza particolari problemi, con l'arrivo della stagione estiva tornano a verificarsi morti sospette e sparizioni che alimentano sgomento e indignazione.
L'ultimo episodio risale a ieri. A perdere la vita è stato un gatto che viveva a Lopilato da circa dieci anni, un animale conosciuto e amato da chi se ne prendeva cura. È stato trovato morto dal proprietario in circostanze che destano più di un sospetto. L'ennesima vittima di una lunga serie di episodi che nel corso degli anni hanno lasciato ferite profonde in quanti hanno assistito impotenti a questa inspiegabile scia di sofferenza.
Eppure, chi si occupa dei gatti ha sempre dimostrato senso civico, responsabilità e spirito di collaborazione. Non sono mai mancati il dialogo e la ricerca di soluzioni condivise per garantire una convivenza rispettosa tra animali e residenti. Sono stati adottati accorgimenti e avanzate proposte proprio per evitare qualsiasi possibile disagio. Nonostante ciò, qualcuno continua evidentemente a ignorare ogni tentativo di mediazione.
Se le responsabilità verranno accertate, ci troveremmo di fronte a comportamenti gravissimi, indegni di una comunità civile e rispettosa della vita. Perché qui non si parla semplicemente di animali. Si parla di esseri viventi indifesi. Si parla del dolore di persone che per anni hanno accudito quei gatti, li hanno curati, protetti e considerati parte della propria quotidianità.
Ogni volta che uno di loro viene trovato morto, non muore soltanto un animale: viene ferito il senso stesso di comunità che dovrebbe caratterizzare un luogo come Lopilato, affacciato su uno dei tratti più belli della costa ionica catanzarese.
Per questo il silenzio non è più accettabile.
Nelle prossime ore saranno presentate formali denunce alle autorità competenti e verrà richiesto l'esame di eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nell'area affinché si possa fare piena luce su quanto accaduto. L'auspicio è che vengano accertati i fatti e che eventuali responsabili siano individuati. Dopo anni di episodi analoghi, i cittadini chiedono risposte. Chiedono attenzione. Chiedono che questa vicenda non venga archiviata come l'ennesimo fatto destinato a essere dimenticato nel giro di pochi giorni. A quel gatto, che per dieci anni ha vissuto pacificamente tra queste case, e a tutti gli animali che negli anni hanno subito la stessa sorte, è dovuta almeno una cosa: la verità.
Lettera firmata
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