La domenica non è un giorno come gli altri: il richiamo di Papa Leone raccolto da don Roberto Corapi

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  13 agosto 2026 10:45

In un tempo nel quale la domenica rischia di essere vissuta semplicemente come un giorno libero, dedicato agli acquisti, allo sport, agli impegni personali o al divertimento, le parole di Papa Leone XIV sulla centralità della vita cristiana e della celebrazione domenicale assumono una particolare attualità.È un richiamo che trova una significativa eco nell’impegno pastorale di don Roberto Corapi, cappellano del Campus Universitario di Catanzaro e impegnato nell’accompagnamento spirituale delle giovani generazioni. La sua esperienza accanto agli universitari gli permette di toccare con mano le domande, le inquietudini e anche la ricerca di senso che abitano il cuore di tanti ragazzi.Il tema della Messa domenicale non può essere ridotto, dunque, a una semplice “consuetudine religiosa”. La domenica è il giorno nel quale la comunità cristiana si ritrova attorno all’Eucaristia, ascolta la Parola e riscopre di non essere sola nel cammino della vita. La stessa riflessione liturgica della Chiesa indica nella celebrazione eucaristica il cuore della vita cristiana.

Ed è proprio qui che il messaggio diventa particolarmente urgente per i giovani.Se la domenica diventa uguale a tutti gli altri giorni, anche il rapporto con Dio rischia di diventare marginale. Non perché manchi necessariamente la fede, ma perché spesso manca il tempo per coltivarla. Una generazione continuamente connessa rischia paradossalmente di essere sempre più distante dalle relazioni profonde, dal silenzio, dall’ascolto e dalla dimensione comunitaria.

Don Roberto Corapi, nel suo ministero universitario, insiste da tempo sulla necessità di tornare a coinvolgere i giovani nella vita della Chiesa non come semplici spettatori, ma come protagonisti. Già nel suo appello ai ragazzi a riscoprire il servizio all’altare emergeva la preoccupazione per una generazione che rischia di perdere il senso della partecipazione e dell’appartenenza.

La Messa domenicale può diventare allora un punto di ripartenza.

Non una imposizione, ma un incontro.Non un’abitudine vuota, ma una relazione.Non un’ora sottratta al tempo libero, ma un tempo restituito al senso della vita.

È questa la sfida pastorale: aiutare soprattutto i giovani a comprendere che andare a Messa non significa semplicemente “assolvere un precetto”, ma entrare in una comunità, ascoltare una Parola che parla alla propria vita, ricevere Cristo e ripartire con una speranza nuova.

In questa prospettiva, il richiamo di Papa Leone XIV appare tutt’altro che nostalgico. È un invito a guardare al futuro. Una Chiesa che vuole incontrare i giovani deve anche aiutarli a riscoprire luoghi e tempi nei quali fermarsi, interrogarsi e incontrare il Signore.

Don Corapi lo testimonia attraverso una pastorale che cerca di stare accanto agli universitari là dove essi vivono il loro percorso di formazione, di crescita e di ricerca. La comunità universitaria può così diventare non soltanto luogo di studio e di preparazione professionale, ma anche spazio nel quale interrogarsi sul significato dell’esistenza.

La domenica, allora, torna ad essere una scelta. La scelta di fermarsi mentre il mondo corre. La scelta di ascoltare mentre tutti parlano. La scelta di incontrare Dio e gli altri mentre l’individualismo rischia di chiudere ciascuno nel proprio mondo.

Il messaggio che arriva dalla Chiesa, e che don Roberto Corapi rilancia con particolare attenzione ai giovani, può essere sintetizzato in una domanda semplice ma decisiva:

Che domenica vogliamo vivere?

Una domenica consumata come tutte le altre o una domenica capace di rimettere Dio al centro, di riunire le famiglie, di creare comunità e di restituire speranza?

Forse è proprio da qui che può ripartire una nuova pastorale giovanile: dal campanile che torna a chiamare, dall’altare che torna ad accogliere, dalla comunità che torna ad aprire le porte e dai giovani che scoprono di avere un posto nella Chiesa.Perché la domenica non è semplicemente un giorno senza lavoro.

È il giorno in cui il cristiano ricorda da dove viene, chi è e verso Chi sta andando.