
La FAISA – CISAL Calabria chiede alla Regione Calabria un’iniziativa politicaurgente in Conferenza delle Regioni per correggere l’impostazione del cosiddetto “Decreto Sicurezza”, che nella versione richiamata dal sindacato prevederebbe tutele rafforzate contro le aggressioni per il solo settore ferroviario, lasciando invece escluso il Trasporto Pubblico Locale (TPL).
«Esprimiamo profondo sconcerto; non è accettabile creare lavoratori di “serie A” e di “serie B”. Chi opera nel TPL è esposto quotidianamente a rischi e aggressioni, a contatto diretto con l’utenza e deve godere, pertanto, delle stesse tutele previste per gli operatori del settore ferroviario».
Con l’allegata nota, che abbiamo trasmesso alla Regione Calabria, abbiamo inteso evidenziare un ulteriore elemento di criticità, ossia quanto l’esclusione del TPL dal Decreto Sicurezza risulterebbe ancor più paradossale in considerazione del fatto che lo stesso provvedimento prevede l’inclusione, nel perimetro delle tutele, di altre categorie non direttamente legate alla mobilità pubblica.
Quest’Associazione sindacale ricorda che sul tema della sicurezza esiste già un percorso istituzionale avviato presso il Ministero dei Trasporti con la partecipazione del Ministero dell’Interno, della Conferenza delle Regioni, di ANCI, delle associazioni datoriali e delle OO. SS. firmatarie del CCNL. In tale sede, a marzo 2025, è stata definita una proposta di modifica del sistema sanzionatorio per contrastare le aggressioni al personale in servizio.
Abbiamo quindi chiesto al Presidente della Giunta regionale e all’Assessore al ramo di promuovere un’azione immediata e determinata per:
1. emendare il Decreto Sicurezza, estendendo le misure di tutela a tutto
il personale della Mobilità, includendo pienamente il TPL;
2. favorire l’attuazione delle proposte già condivise nei tavoli
istituzionali, senza ulteriori rinvii.
Le aggressioni nel trasporto pubblico sono un fenomeno quotidiano. Non è
più tempo di rinvii: serve una decisa azione politica per garantire sicurezza,
dignità e incolumità a lavoratori e cittadini.
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