
di SETTIMIO PAONE
Ci sono tradizioni che non conoscono il trascorrere del tempo. Anno dopo anno si rinnovano, si arricchiscono di nuovi volti, ma conservano intatto il loro significato più profondo. La Fiaccola di San Pantaleone, giunta quest'anno alla 39ª edizione, è una di queste. Non è soltanto un pellegrinaggio, ma una straordinaria testimonianza di fede, un patrimonio della comunità montaurese che da quasi quarant'anni porta il nome di Montauro nei luoghi più significativi della cristianità e della devozione al suo Santo Patrono.
Dietro questa lunga storia c'è un'associazione che, con instancabile dedizione, ha saputo trasformare una semplice intuizione in una delle più belle espressioni della religiosità popolare calabrese. Una famiglia composta da volontari, pellegrini e amici che, anno dopo anno, ha mantenuto viva una fiamma che non illumina soltanto il cammino, ma anche il cuore di un'intera comunità.
In quasi quattro decenni di attività sono stati numerosissimi i pellegrinaggi promossi dall'associazione.
La Fiaccola ha raggiunto la Turchia, terra natale di San Pantaleone, permettendo ai fedeli di pregare nei luoghi dove il Santo medico e martire visse e rese testimonianza alla propria fede. Ha attraversato la Terra Santa, regalando ai pellegrini l'emozione di camminare nei luoghi della vita di Gesù Cristo, ed è arrivata persino negli Stati Uniti d'America, portando oltre oceano la devozione di Montauro e facendo conoscere una tradizione che rappresenta uno dei simboli più autentici della comunità.
Tra i ricordi più preziosi custoditi dall'associazione vi è certamente quello del 1988, quando i pellegrini ebbero il privilegio di partecipare all'udienza con San Giovanni Paolo II. Un momento storico, rimasto impresso nella memoria di tutti, che rappresenta ancora oggi una delle pagine più emozionanti del cammino della Fiaccola.
L'edizione 2026 ha rinnovato questo straordinario percorso di fede. Dopo la partenza da Montauro, i pellegrini hanno raggiunto il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo, proseguendo poi verso San Giovanni Rotondo, dove hanno pregato sulla tomba di San Pio, partecipando alla Santa Messa e alla Via Crucis. Il momento culminante è stato l'arrivo a Bisceglie, nella Concattedrale di San Pietro, dove sono custodite le reliquie dei tre Santi Patroni della città e dell'Arcidiocesi: San Pantaleone, San Mauro e San Sergio. Qui si è svolta la solenne celebrazione eucaristica, seguita dall'accensione e dalla benedizione della 39ª Fiaccola di San Pantaleone, simbolo di una fede che continua a tramandarsi di generazione in generazione.
Ad accompagnare il pellegrinaggio di quest'anno vi erano anche il vicesindaco di Montauro, Gregorio Carello, e il consigliere comunale Roberto Sestito, che hanno voluto testimoniare la vicinanza dell'Amministrazione comunale a questa storica iniziativa, insieme a Don Brunello Gallace Valente, amministratore pro tempore della Parrocchia di San Pantaleone di Montauro, che ha guidato spiritualmente il gruppo, vivendo insieme ai pellegrini ogni momento di questo intenso cammino di fede. La loro presenza ha conferito ulteriore significato a un'esperienza vissuta nel segno della comunione tra istituzioni civili, comunità ecclesiale e popolo fedele.
La grandezza della Fiaccola di San Pantaleone, però, non si misura soltanto nelle mete raggiunte. Si misura soprattutto nella capacità di aver custodito una tradizione che oggi rappresenta una delle pagine più belle della storia religiosa di Montauro. Generazioni di pellegrini si sono alternate lungo questo cammino, trasmettendo ai più giovani il valore della fede, del sacrificio, dell'amicizia e dell'appartenenza alla propria comunità.
Il volto di questa lunga storia è oggi quello del presidente Pantaleone Salvatore Greto, custode, insieme ai soci dell'associazione, di una tradizione che non appartiene soltanto a chi la organizza, ma a tutta Montauro. Con discrezione, passione e spirito di servizio, continua a tenere viva una fiamma che da trentanove anni accompagna il cammino di fede della comunità, consegnando alle nuove generazioni un patrimonio di valori, devozione e appartenenza.
La Fiaccola di San Pantaleone non è soltanto una torcia che viene accesa ogni anno. È una luce che racconta una storia fatta di volti, preghiere, sacrifici e speranze. È il simbolo di una comunità che non dimentica le proprie radici e che continua a guardare al futuro con lo stesso entusiasmo di chi, quasi quarant'anni fa, ebbe il coraggio di dare vita a questa meravigliosa avventura.
Perché finché quella fiamma continuerà ad ardere, continuerà a vivere anche l'anima più autentica di Montauro, nel segno di San Pantaleone, guida e protettore di un popolo che da trentanove anni rinnova, con commozione e orgoglio, il proprio atto d'amore verso il Santo Patrono. Una storia che non appartiene soltanto a chi l'ha vissuta, ma a tutti i montauresi, perché le tradizioni più belle sono quelle che riescono ad attraversare il tempo, unendo passato, presente e futuro sotto la luce della stessa fiamma.
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