
“Cara Reggio,
Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr’occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due, le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue”.
Non trovo parole diverse da quelle di Eugenio Montale per descrivere cosa sento in questi giorni. Avrete notato che ho scritto molto poco negli ultimi tempi perché “l’interno affanno” è spesso più scritto nel cuore che in fronte.
Sono stati giorni difficili, in cui ho avuto paura e a volte ho pianto. E non me ne vergogno.
Sono i giorni in cui questi dodici anni insieme mi passano davanti agli occhi, come la pellicola di un film. Anni in cui abbiamo salito e sceso milioni di volte, l’uno di fianco all’altra, come due sposi, le “scale” di Palazzo San Giorgio.
Da ieri non sono più il vostro sindaco, ed è il vuoto, adesso, a ogni gradino.
Qualcuno penserà che stia esagerando, ma essere sindaco è sostanza purissima che nutre le cellule e a noi poco importa delle trappole tese da chi pensa che la realtà sia quella che si vede.
Ogni singolo istante di ogni singolo giorno è stato per te. I miei giorni sono stati, sono e saranno per te. Perché tutto ciò che c’è da vedere lo vedo attraverso i tuoi occhi.
Tutto ciò che c’è da conoscere lo conosco attraverso la tua storia. Tutto ciò che c’è da sentire lo sento attraverso il tuo cuore perché solo l’amore conta ed è solo l’amore che, alla fine, vince davvero. Sempre.
Ogni tuo vicolo mi riporta al cuore un ricordo dolce o amaro di questi anni. Mi chiedo sempre se avrei potuto fare di più. Ma è finito il tempo di guardare indietro perché proprio tu, cara Reggio, sei la prima ad avere imparato a camminare verso il futuro e non tornare più indietro. A camminare si, non a correre. Perché da soli, forse, si va più veloci, ma insieme andiamo di sicuro più lontano.
Buona strada cara Reggio, sono certo che, seppure con diverse scarpe, continueremo a camminare insieme su una strada sola.
Ciao Reggio, sii felice”.
Così Giuseppe Falcomatà, ex sindaco di Reggio Calabria e oggi consigliere regionale, sui suoi profili social.
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