
di SETTIMIO PAONE
C’è un gesto che più di tante parole racconta il desiderio di una comunità di ritrovarsi. A Montauro quel gesto ha la forma e il riflesso degli antichi candelabri che un tempo adornavano tutti gli altari della splendida Chiesa di San Pantaleone e che oggi, grazie all’iniziativa di Don Brunello Gallace Valente, tornano a essere protagonisti della vita parrocchiale.
Il giovane sacerdote ha voluto recuperare questi preziosi arredi sacri, riportandoli alla loro funzione originaria non solo come oggetti liturgici, ma come segni identitari di una tradizione che affonda le radici nella storia del paese. Fino a qualche anno fa quei candelabri facevano parte integrante della scenografia spirituale degli altari; poi, lentamente, erano finiti in secondo piano. Oggi tornano a splendere, non solo per la lucentezza del metallo, ma per il significato che racchiudono.
L’iniziativa ha riacceso una consuetudine antica: nel periodo della Quaresima, infatti, i candelabri venivano affidati alle famiglie che li lucidavano con cura, “tirandoli a nuovo” prima di riporli sugli altari. Un gesto semplice ma carico di senso, che trasformava le case in piccole officine di devozione e rendeva la Chiesa scintillante, restituendo agli altari quella solennità e quel senso di sacralità che meritano.
Anche quest’anno la risposta della comunità è stata straordinaria. L’entusiasmo è stato tale che i candelabri non sono bastati per tutti. Un segno evidente di come l’invito di Don Brunello abbia intercettato un bisogno profondo: quello di sentirsi parte attiva di una comunità viva, partecipe, unita attorno ai propri simboli e alle proprie tradizioni. Non si tratta soltanto di recuperare oggetti del passato, ma di riannodare fili che il tempo aveva allentato. In un’epoca in cui il rischio è quello dell’individualismo e della distanza, la sinergia tra parrocchiani torna a essere il cuore pulsante della vita ecclesiale montaurese. Attorno a quei candelabri si è ricreata una rete di relazioni, di collaborazione, di dialogo tra generazioni.
Don Brunello Gallace Valente continua così a tracciare una linea pastorale chiara: recuperare la memoria per costruire futuro, valorizzare le tradizioni per rafforzare il senso di appartenenza. E Montauro risponde, con affetto e con fede, dimostrando che quando si accende una luce sugli altari si illumina anche il cuore di un popolo.
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