













Al Progetto Gutenberg la memoria della Resistenza si intreccia con il futuro civile delle nuove generazioni calabresi
19 maggio 2026 15:35di GUGLIELMO SCOPELLITI
I ragazzi del Sud snobbano la Scuola Normale Superiore di Pisa, eppure avrebbero tutto il talento necessario per conquistarla. Gabriele Pedullà lancia la provocazione direttamente dalla Biblioteca Mastroianni del Liceo Classico “P. Galluppi” di Catanzaro, arricchendo con una sferzata di realismo la presentazione del suo libro “Racconti della Resistenza Europea”. L’incontro inserito nella XXIII edizione del Progetto Gutenberg Calabria, trasforma una riflessione sulla memoria storica in un’arena di dibattito civile ed economico.
La scuola capofila del progetto, guidata dal Rettore Stefania Cinzia Scozzafava, si conferma l'epicentro di una rete culturale che quest’anno unisce circa 12mila studenti attorno al tema “Catastrofi e mondi nuovi”. Nella storica biblioteca catanzarese, l’atmosfera è elettrica. I ragazzi delle quinte classi, coordinati dal referente del progetto Massimo Iiritano, non fanno da semplici spettatori.

L’attenzione si sposta rapidamente sulla complessità della Resistenza, un concetto che la storiografia recente ha talvolta banalizzato. Massimo Iiritano parla di “uno scandalo da affrontare” e avverte che “se la scuola non fa politica, lo spazio viene occupato da agenti esterni meno educativi”. Politica intesa come scelta, assunzione di responsabilità, esattamente come fecero i giovani partigiani negli anni Quaranta.
Pedullà raccoglie lo stimolo e smantella l’equivoco del neorealismo come unico codice per raccontare la lotta di liberazione. Esiste una letteratura fantastica, allegorica, quasi surreale, che descrive l’occupazione meglio di un reportage. Cita lo scrittore polacco Sławomir Mrożek e il suo capolavoro “La mia barricata”, dove l'assurdo diventa l'unica chiave per sopravvivere alla paralisi del terrore.
“La Resistenza ha vissuto di scommesse e incertezze…” — spiega Pedullà — “e la letteratura ha la forza di restituirci questa dimensione così complessa”. Un passaggio cruciale per comprendere come la memoria non sia un blocco di marmo immobile, bensì un corpo vivo. Lo scrittore mette in guardia la platea sulla narrazione tossica che oggi paragona le sofferenze dell'Est europeo sotto l'influenza sovietica a una generica Resistenza antitotalitaria, rischiando di silenziare le peculiarità della nostra storia democratica. Un monito che risuona forte mentre fuori soffiano i venti di quella che Iiritanodefinisce l’internazionale sovranista.
Le studentesse Giorgia Borrelli e Marta Scalzo, nel ruolo di moderatrici della Quinta E, incalzano l'ospite insieme a Chiara Tassoni e Ilaria Deiola, sotto lo sguardo attento di Elena De Filippis, storica preside del Galluppi da sempre vicina al progetto insieme ad Armando Vitale.

Proprio Vitale, presidente dell’Associazione Gutenberg, spezza una lancia a favore di una gioventù troppo spesso bollata come apatica. Il presidente parla di “una straordinaria disponibilità degli studenti a entrare nel merito” e avverte che “è necessario trasformare ogni lezione in un’occasione di formazione civica”. Un asse ideale che si salda con il pensiero del sindaco Nicola Fiorita sulla forza di un progetto che continua a lasciare un segno profondo nelle nuove generazioni calabresi.

Lo scossone finale, tuttavia, arriva ancora da Pedullà e dal suo invito a tentare il concorso per la prestigiosa scuola pisana, un tempio laico di origine napoleonica ferocemente selettivo, con soli ventotto posti per lettere. Il professore svela dettagli concreti, spiegando come il trenta per cento degli studenti provenga da famiglie con redditi medio-bassi, un sistema in cui vitto, alloggio e borse di studio azzerano di fatto le barriere sociali. Un'opportunità preziosa che aspetta solo di essere colta da chi ha il coraggio di scommettere sul proprio talento. E poi, aggiunge Pedullà con un sorriso per spezzare l'ansia da esame dei futuri candidati, “c'è un'ultima cosa da non sottovalutare: la mensa è molto buona”.
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