“La partita con mamma e papà” nel Carcere di Catanzaro 40 bambini in campo con i papà detenuti

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images “La partita con mamma e papà” nel Carcere di Catanzaro 40 bambini in campo con i papà detenuti


  14 luglio 2026 08:50

di FRANCESCO IULIANO

Un campo da calcio trasformato per un giorno in ponte tra carcere e famiglia. Lunedì 7 luglio nell’Istituto Penitenziario “Ugo Caridi” di Catanzaro si è svolta “La partita con mamma e papà”, l’iniziativa promossa dall’associazione Bambini senza Sbarre nell’ambito delle attività sportivo - trattamentali dell’area giuridico-pedagogica.

Tanti i protagonisti: i detenuti padri con le  madri dei 40 bambini accompagnati dai volontari de La Cappellania, con la referente regionale dell’associazione, Carmen Rosato. Una giornata all’insegna dell’incontro, della leggerezza e del legame familiare, troppo spesso messo a dura prova dalla detenzione.

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Nel campo di calcio della struttura si è disputata una partita speciale: genitori detenuti e figli insieme, con maglie, sorrisi, abbracci e tifo caloroso. Il calcio è diventato il pretesto per condividere un momento di affetto e per alimentare il senso di continuità del rapporto genitoriale.

“Giocare con mio figlio - ha raccontato uno dei detenuti partecipanti -, è stato come uscire da qui, anche solo per un’ora. È stato un regalo che porterò nel cuore”.

“Siamo entusiasti di poter ospitare eventi come questo - ha detto la direttrice dell’Istituto, Patrizia Delfino -, che mettono al centro l’umanità, la genitorialità ed il valore della relazione affettiva. Il carcere non deve essere solo pena detentiva, ma anche occasione di rinascita”.

L’evento è stato arricchito dalla donazione di gadget da parte dei volontari de La Cappellania, presenti quotidianamente all’interno del penitenziario. Un gesto che testimonia, secondo gli organizzatori, il valore di una comunità solidale che non dimentica il sostegno reciproco.

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Per l’area giuridico-pedagogica dell’Ugo Caridi, iniziative come questa rappresentano uno strumento fondamentale. Favoriscono il recupero del legame sociale e familiare, la responsabilizzazione della persona e il percorso verso il futuro reinserimento.

Investire su questi percorsi, hanno commentato dall‘Istituto, significa lavorare per una giustizia che rieduca ed offre nuove possibilità, mettendo al centro la persona ed i suoi legami affettivi. 


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