La riflessione di Franco Cimino: "Capire donde nasce la guerra è capire la pace"

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images La riflessione di Franco Cimino: "Capire donde nasce la guerra è capire la pace"
Franco Cimino
  24 marzo 2022 15:15

di FRANCO CIMINO

"Cosa sia la Pace è ormai, la scuola avendola persa di vista, materia per teologici, religiosi, moralisti. Lasciamola, quindi, stare per un po’, altrimenti tra sentimento e astrattismo mi perdo in estese commozioni e in sofferti non so. Mi è più facile, però, dopo questi ultimi ventotto giorni ucraini( stavo per scrivere caini), dire della guerra. Di cosa sia e da cosa abbia origine. Ebbene, la guerra è l’atto umano più disumano portato inevitabilmente a distruggere. Tutto. La vita, le cose. La natura. Le cose della vita e della natura. Genera morte, miseria, povertà. In tutti, aggrediti e aggressori, vincitori e vinti. Indebolisce i potenti. Impoverisce i possidenti e la ricchezza svuota. I valori svilisce, quelli materiali devalorizza. La guerra ha bisogno di un nemico. Ma non basta. Ha bisogno dell’odio, di cui si nutre e per il quale si arma. Ma anche l’odio da solo non basta. Esso ha bisogno di una sostanza che lo preceda, un qualcosa di indefinibile se non con quel termine che fa paura se applicato alle azioni degli uomini, antropologico. E cosa vi è di spaventevole in ciò che noi saremmo dall’origine? È l’egoismo, l’istinto inarrestabile a prendere. A prendere tanto e di più.

Banner

Prendere sempre, alterando anche il significato della parola rubare, sottoposta da sempre a diversi strumentali utilizzi resi, di volta in volta, legittimi da quel potere. Prendere e prendere. Sempre di più. Senza misurare razionalmente neppure ciò che potrebbe per legge della natura bastarci o per qualsiasi norma civile spettarci. Ovvero, ciò che sarebbe giusto non oltre pretendere. L’egoismo, la spinta della volontà di dominio su genti e persone. Voglia incontenibile di occupare potere attraverso ogni mezzo, compreso il denaro, il demone più tentatore e corruttore. L’egoismo, l’ambizione sfrenata a farsi potere l’uomo stesso. E dell’uomo stesso. L’ingiustizia, lo sfruttamento della persona, del lavoro e della natura, la divisione in classi della società, strutture e sovrastrutture, l’uso della forza, tra cui quella della guerra, hanno quella prima e, forse, sola provenienza. È così. Non è una mia scoperta.

Banner

La domanda che mi sono sempre posto, però, è se l’uomo sia fatto solo di questo e se, visto anche i corsi e ricorsi storici, la guerra, come gesto più violento, non sia una cosa naturale. Obbligatoria. Una sorta, come pure sostengono alcuni, di regolazione della quantità di esseri umani che possono stare sul pianeta all’interno di uno strano rapporto con le sue risorse. Insomma, un regolatore demografico per l’ecosistima. Quindi, contrariamente alla regola prima della ragione e ai principi religiosi e umanistici, l’uomo e per definizione cattivo? Il male è in lui? È lui stesso il male? E lo scontro, cui ripetutamente assistiamo, non è tra buoni e cattivi, bensì tra chi, secondo la regola del positivismo fondata anche sulla evoluzione biologica naturale, prevale con la forza fisica sui deboli o gli scarsamente evoluti? È questo il fine della natura, la dialettica della vita, la dinamica della storia? È nello scontro di forse diseguali che la ragione del male si impone da se stessa e per se stessa, per cui da scontro in scontro, da odio in odio, da guerra a guerra, da evoluzione in evoluzione tecnologica soprattutto, la distruzione del pianeta e la scomparsa dell’uomo saranno inevitabili? Oddio, mi sto perdendo! Fammi raffreddare questo pensiero un attimo. Contrariamente al mio solito, mi fermo di scrivere di getto. Ah, ecco! Rieccomi. No, la natura in generale è buona. È fatta di intelligenza infinita e di regole perfette. Anche quella umana, se non addirittura di più potendoci consentire di andare oltre.

Banner

La Vita è buona perché contiene ogni forma di bellezza. E alla Bellezza essa è indirizzata attraverso la bontà, che altro non è se non la perseverante realizzazione del Bene. Ma cos’è il Bene? Mi domanderebbero i miei studenti. Vaglielo a spiegare in modo diverso da come ho sempre provato! Il Bene è una sorta di contenitore trasparente in cui vi sono tutti i beni della Vita. Gli elementi che la felicitano. Gli ingredienti che la nutrono. Ne elenco alcuni tra i più importanti: il mare, il cielo, con tutto ciò che vi sta dentro. E, sopra, la luce che su di essi si irradia e si riflette attraverso il sole e la luna cangianti. I beni sono anche le campagne. E i monti di diversa altezza, e via via scendendoli, le pinete e i boschi e le foreste.

La Terra, complessivamente intesa, è un bene, con tutti i suoi frutti. Le persone sono un bene assai più prezioso e tutto ciò che nasce dal loro genio creativo, per riflesso diventano beni. Per esempio, i monumenti, i palazzi e le piazze, i templi e le chiese dell’antichità, le opere d’arte, scultoree, pittoriche, musicali, letterarie. Le scoperte scientifiche pulite e originarie, lo sono anche. Vincere il desiderio di possederli in tutto o in parte solo per se stessi, contravvenendo alla regola loro insita che i beni sono di ciascuno nella misura in cui appartengono a tutti e sono di tutti nella misura in cui a nessuno essi appartengono, comunità e Stati compresi, è il più grande atto d’Amore che l’uomo può compiere nei confronti della Vita e di se stesso. Operare instancabilmente per il Bene, attraverso la difesa dei beni comuni e la sconfitta dell’egoismo, è il primo passo verso la Pace. Quella vera".

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner