La riflessione di Salvatore Belfiore: "Non chiamatela emergenza incendi"

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Salvatore Belfiore
  14 agosto 2021 13:04

di SALVATORE BELFIORE

Non chiamatela emergenza, fatalità, incidenti. Non piangete per finta sui social, ricordando con frasi stucchevoli e ricordi delle vostre scampagnate, quando nella pineta di Siano andavate ad arrostire salsicce o ci portavate l’amante di turno. Mettiamoci tutti una mano sulla Coscienza (ammesso sia rimasta ancora a qualcuno) e ammettiamo di essere responsabili di questo scempio ambientale senza pari. Noi cittadini per avere votato imperterriti per anni sempre le stesse persone il cui operato si commenta da solo e poi le istituzioni tutte, nessuna esclusa, per essersi palesate nella loro più totale inadeguatezza. Chi scrive, ricorda che nel lontano novembre 2015 e poi a febbraio 2016, in merito a segnalazioni di privati del quartiere Pontepiccolo sul futuro di querce secolari a rischio, aveva presentato una mozione per l’approvazione della legge per il censimento, tutela e difesa degli alberi monumentali del patrimonio flori faunistico regionale.

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Mozione derivante da una legge nazionale del 14 gennaio 2013 n.10, “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani”, pubblicata in G.U. 01.02.2013 nata per promuovere la salvaguardia degli alberi monumentali e per crearne una "mappatura" in tutto il territorio italiano, così da garantirne la giusta tutela. Purtroppo per noi, i consiglieri di maggioranza la respinsero per ben due volte, mostrando disinteresse, deridendo la proposta e manifestando la tristemente nota superficialità in merito ai temi ambientali. Persino nel 2017, attraverso una petizione popolare, avevo richiesto l’attuazione di tale legge (già approvata a livello regionale) anche perché in quell’anno ci furono moltissimi incendi, sempre di natura dolosa. Ma il tutto, ovviamente rimase inascoltato. Anche ora, il nostro caro primo cittadino Sergio Abramo, avrebbe potuto, per esempio, andare in pineta con i vigili del fuoco, aiutarli, magari anche fingere di portare secchielli di sabbia, promettere l’utilizzo di mezzi propri per sostenerne l’operato…ma non lo ha fatto. Così come sono stati del tutto latitanti tutti gli altri esponenti politici della città, se non per qualche inutile comunicato…ma si sa è la settimana di ferragosto e le priorità sono altre. Latitanti tutte le "onlus" che però ricevono soldi pubblici, le cui guardie “eco zoofile” non si sono né viste né sentite per dare supporto alle squadre preposte. Stessa cosa dicasi per i "rivoluzionari a cottimo" , le giovani e intrepide sardine che non devono avere molto a cuore il destino del patrimonio flori faunistico locale, ma sanno andare in trasferta su commissione e telecomandate, solo per offrire piante di marjuana per favorirne la legalizzazione o per cause davvero cruciali e di vitale importanza, come ad, esempio, la nomina del nuovo segretario nazionale del PD. Per tali motivazioni si inscena addirittura un presidio con finti sacchi a pelo e tende di fronte alla sede nazionale del partito democratico, ma per aiutare concretamente la propria terra che va in cenere, si preferisce rimanere sul proprio comodissimo divano. Neanche un comunicato di circostanza…a Siano poi non ci sarebbero neanche state neanche telecamere delle emittenti nazionali, per cui il gioco non sarebbe valso la candela.

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E che dire del prode procuratore Gratteri? Ha avviato già un inchiesta? Scommetto che per individuare i responsabili di questo eco disastro, abbia già usato la sua ben collaudata rete di intelligence, i suoi stra sperimentati droni e apparecchi di sorveglianza digitale, che durante il lockdown sono serviti a scoprire runners che violavano i ridicoli DPCM e che poi sono stati utilissimi nello sventare i molti e pericolosi narcotrafficanti locali, rei di avere con loro grammi di foglie prive di valore psicoattivo, ma che hanno visto le proprie dimore invase da pattuglie in tenuta antisommossa neanche fossero Pablo Escobar…Delle ricchezze del patrimonio, dei tesori naturalistici della Calabria interessa solo ai lottizzatori di turno, a chi sta già preparando l’affare milionario delle antenne 5G e all’ecomafia locale che ha agito con precisione e assolutamente indisturbata.

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Curiosamente, mentre tutto l’Aspromonte brucia ancora, il santuario della Madonna di Polsi, quello per intenderci usato dai masso-ndranghetisti per i loro giuramenti e affiliazioni da sempre, risulta illeso dalle fiamme e salvo...Non pensiamo male, è stato di sicuro un miracolo, un segno divino.

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