La riflessione di Saverio Palermo: “I magistrati non sono supereroi ma donne e uomini che fanno il proprio dovere”

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Il dottor Saverio Palermo
  16 maggio 2021 23:25

di SAVERIO PALERMO

Ricordo  qualche lustro fa i Baroni in Medicina .  Primari,  Cattedratici cui era attribuito un potere contrattuale che andava spesso oltre la specifica attività professionale  ;  riusciva  a condizionare la politica locale ed a volte nazionale ;  spesso con non poco lucro.  Non voglio  perseguire o attribuire colpe. Si trattava  di consuetudini   consolidate  ai limiti ma entro comunque  il lecito . Avallate da abitudini  e consensi  non scritti ,  solo deontologicamente poco  accettabili.                                                                       Certo   molti , illuminati, hanno utilizzato quel potere  a beneficio della comunità intera. Si sa che sono gli uomini  che  possono  rendere  fragili ed inutili le Istituzioni che rappresentano.                                                 Poi la svolta, la graduale ma inarrestabile inversione di tendenza  con la perdita dei privilegi  anche se  il subentrare  della politica nella gestione della Sanità ha reso gli ex Baroni dipendenti,  a volte  complici,  spesso  a scapito di  giusta meritocrazia.                     
                                                                                                Tra gli aspetti positivi di quella piccola rivoluzione culturale  è però stata  la perdita di immunità rispetto agli errori commessi,  l’assunzione  di responsabilità  e conseguenti   provvedimenti  ovviamente misurati  alla loro gravità ed intenzione.                                                                                                                                                La stessa di cui oggi si parla  per un’altra categoria di professionisti ,  quella dei Magistrati , che ancora ne conserva  vantaggi  e benefici.                                                                                                                                   Chiunque  eserciti  un’attività , soprattutto quando si riverbera pesantemente sulla società  e sui singoli, è chiamato a risponderne . Tanto più tale principio dovrebbe  aver senso e valore  per  coloro che  della Giustizia sono chiamati ad essere tutori.   Non per   colpevolizzare . Ma piuttosto per responsabilizzare ,  per dare giusta fiducia  a chi ad essi  si rivolge.                                                                                                            L’errore è sempre possibile in ogni attività umana . Può essere compreso   , quando riconosciuto,  purchè se ne faccia  ammenda  .   Dopo tutto, l’ Uguaglianza , di cui la Giustizia si vanta  facendone il proprio motto universale, dovrebbe essere  applicata a tutti ed in egual misura ,  per aver valore  ed  essere accettata.   

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Non penso a  Giudici e Magistrati come supereroi  o esseri  superiori.                                                               Piuttosto uomini  e donne  dediti  con passione  e  necessaria  professionalità  all’esercizio del loro lavoro , nel rispetto del mandato loro conferito.     Al servizio  e non padroni  dei cittadini, che tale mandato hanno loro delegato ;  proprio come i Medici nei confronti  dei loro pazienti .                                                                   Ne ho conosciuto  molti  , alcuni dei quali persi nel corso degli anni  e mai dimenticati , esempi , nell’interpretazione di un ruolo  che ne ha condizionato la stessa vita.                                                                 Professionisti  che   hanno  utilizzato le loro conoscenze di diritto   per contrastare  e  condannare  le devianze rispetto a quello che la Legge,  nel nome della Giustizia,  ha codificato . Con la necessaria  flessibilità  d’interpretazione ,   per non dimenticare  il valore umano di atti    che  a volte  devono punire, spesso  correggere ,  mai perseguitare.

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