La riflessione di Vincenzo Speziali: "La strage degli indecenti"

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Vincenzo Speziali
  02 agosto 2022 16:05

di VINCENZO SPEZIALI

"Sono giorni di passione, questi. Giorni di passione, tristezze, rimpianti e nostalgie. Il dolore, quindi, si plastifica, materialmente, per l'addio ad una agonata (proprio agognata e per tutti!), idealizzata, ufficialmente disprezzata, ma pur sempre, follemente amata, poltrona, ovvero quella in luogo allo scranno parlamentare (indifferentemente se di Camera e Senato).

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Li vedi e li senti, i lai -per me, visti i soggetti che li emettono, cioè i pentastellati cadenti, sarebbero belati ovini (poco importa se di pecore o capre)- anzi, costoro, non gli ovini, bensì gli adepti grillini (o vista la fine che hanno fatto e che faranno i restanti, sarebbe da definirli 'grullini'), sono qui, in piena crisi di 'contratione emorroidalis' (dolore interno al proprio didietro anatomico), distonici -a causa del traumatico rilascio e relativo dolore muscolare interna corporis- poiché la ginnastica di questo anni (da loro impropriamente compiuta) termina, con uno strascico tale da lasciarli attoniti.

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Qual'è la ginnastica? Presto detto: sedersi -da indegni abusivi delle istituzioni (e per la verità, pure da sgradevolissimi e sguaiati)- nelle postazioni adibite all'allocazione per i deretani dei legislatori!
Prendiamo uno a caso, cioè 'dj Fofo`' -e patti chiari, quella del disc jokey sarebbe stata l'attività più credibile per costui (visti i suoi trascorsi ,in tal veste, nelle varie balere del litorale mazarese in Sicilia), ovvero l'ineffabile Alfonso Bonafede, noto all'universo mondo dei giuristi -seri, contrariamente a costui! -come l'ectoplasmatica entità che li ha fatti crepar dal ridere (ovviamente, per non piangere) a cagione delle desolanti scempiaggini in materia di legge, quasi a confermare il 'brocardo' di Ulpiano: "dura lex, l'ex sed".

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Lo vedevamo -udite udite, rammentate rammentate- nientepopodimeno che nelle vesti e funzioni di Ministro 'Guardasigilli', quindi della Giustizia, anzi di Grazia e Giustizia, ragione per cui, in tal caso ho avuto ragione io ad apostrofarlo in siffatto e parafrasato modo, che di seguito declamo: 'Fofo` Malafede, lo Sguardasigilli, Ministro di Disgrazia e Ingiustizia'!

Il soggetto, mingherlino già di suo per la gracile costituzione (non confondiamo il termine con la Carta Fondamentale dello Stato), appariva e risultava, ancora più gracilino, in riferimento alla preparazione nella materia di Marco Tullio Cicerone -noto avvocato (come lo sarebbe il pentastellato, ormai imminente ex deputato, di cui parliamo or ora)- ed invero, sempre il credibile dj, era maggiormente fuori luogo, nel dicastero che guidava, soprattutto comportato -per sua somma sventura e misura- con qualche virgulto del passato, tipo: Attilio Piccioni, Adone Zoli, Giacinto Bosco, Guido Gonella e senza dimenticare, persino e soprattutto il grande Aldo Moro.

Chiaramente, parliamo di cose serie e di persone le quali a loro volta rendevano subliminale la questione che erano chiamate ad affrontare, ma erano altri tempi e altri uomini, con ben altra formazione, del tutto lontana dalle approssimazioni del grillismo pentastellato, però tant'è.

Vi è poi un altro fulgido esempio, quello rappresentato dalla sua collega, ovvero Federica Dieni, che come lui ha ricoperto il ruolo di deputato nel medesimo gruppo, negli anni che vanno dal 2013 ad oggi, arrivata ad essere persino Vicepresidente del Copasir, ovvero la Commissione Bicamerale delegata al controllo dei Servizi Segreti. 

Pure essa è in uscita dalle istituzioni parlamentari -dove pochi ricorderanno traccia proficua della sua permanenza- anzi ufficializza l'addio ai Cinquestelle con tanto di comunicato stampa, nel quale denuncia una deriva del Movimento nel quale non si riconosce più e che decide di abbandonare (pur essendo lecito sospettare come la determinazione a cui è giunta sia dovuta, principalmente, al fatto che anche lei sia stata 'vittima' della tagliola del limite inderogato della conferma a superare il secondo mandato).
Questo è un nodo cruciale, quasi gordiano, poiché tutti i parlamentari pentastellati -rimasti fedeli ai diktat del vertice (poi vai a vedere se di Grillo o di Conte)- che hanno contribuito a far cadere il Governo Draghi, si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano.

Insomma tanto zelo da costoro profuso -pero` dannoso al Paese- ma per nulla ricompensato in capo a tutti questi, i quali adesso si trovano persino fuori dal Palazzo, che molto tempo fa e andato via per sempre, volevano aprire come una scatola di tonno. Il sospetto, a questo punto, sarebbe lecito: e se invece di aprire la scatola, si fossero scoperti loro dei tonni?"

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