La riflessione. Gianpiero Taverniti: "L’ignoranza devastante infiamma, impoverendoci"

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  25 giugno 2021 10:25

di GIANPIERO TAVERNITI

Ieri , una serata calda d’estate, dopo una giornata con temperature medie nel catanzarese di 37 C°, tornando dal lavoro , verso le 21, all’altezza di Copanello di Staletti , sulla destra verso est si osserva  una brillante luna che illumina l’immensa “piscina” del pulitissimo mar Jonio, sulla destra scendendo verso Montauro, sulla collina soprastante che va da Caminia a S.Maria del Torrazzo che rimane nel territorio di Staletti, si osserva un inferno di fuoco, alimentato dall’ignoranza imperante del presunto soggetto piromane, che in ogni angolo d’Italia , in questo periodo sprigiona il suo calore e la sua passione, nel commettere reati contro l’ambiente, distruggendo tesori naturalistici di macchia mediterranea , di boschi secolari, di uliveti che non solo alimentano l’economia capillare di una regione, ma che di fatto tengono cura al territorio , visto che codeste colture , portano l’agricoltore  a lavorare il terreno quotidianamente.

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Un contrasto fortissimo, fra la luna con il mare luccicante e l’appezzamento collinare in fiamme che purtroppo qualche delinquente ignorante, ha deciso di devastare con la sua grande opera improduttiva delinquenziale di appiccare fuoco per ripulirlo da sterpaglie ed erbacce. Nonostante ci siano leggi regionali in materia di incendi boschivi (LR N.51 DEL 22.12.2017) che dovrebbero regolare e garantire la tutela e l’arricchimento del patrimonio boschivo regionale e nonostante, ci sia una legge nazionale N.68   che prevede reato penale verso chi compie disastri ambientali e danni verso il verso il patrimonio flora-faunistico, fluviale e paesaggistico.

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Occorre maggiore prevenzione e controllo del territorio, oltre che una maggiore rigidità nelle condanne penali verso chi compie queste deplorevoli azioni contro il nostro ambiente e verso la nostra regione che ha bisogno di ben altre azioni per crescere e arricchirsi nella cultura della tutela al territorio e nel rispetto dello stesso e non certo delle azioni dei soliti ignoranti di una minoranza di nostri conterranei che con queste opere non solo impoveriscono il patrimonio boschivo , ma nella loro ignorante azione delinquenziale , impoveriscono la dignità e la fierezza di essere veri calabresi.

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