La rivolta delle donne anni '70

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L'artista, opera di Apollonia
  30 luglio 2019 13:14

Da Allert’Art di Apollonia. La rivolta delle donne anni '70, quasi cinquant'anni dopo nel corpo, nel labvoro, nell'arte. Il femminismo anni '70 in Calabria e in Italia. L’arte raccontata da donne attraverso i tormenti di tante altre donne-artiste e attiviste in ogni campo.

Adele Cambria, calabrese, reggina di nascita e morta a Roma nel 2015 all’età di 84 anni, fu scrittrice giornalista, figura storica del femminismo italiano. Molte le testate giornalistiche da lei firmate, l’Espresso, Paese Sera, l’Unità. Lottava come altre femministe del tempo contro una società convenzionale e imborghesita, per riscattare la donna ed eluderla dai soliti ruoli domestici cui era relegata, e far valere i propri diritti! Molto amica di Pasolini recitò in alcuni suoi film. Fu una delle prime a scrivere sull’aborto e partecipò attivamente per l’introduzione del divorzio in Italia. Vanto per noi calabresi, sovente conosciuti per meno edificanti accadimenti.

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Questo testo pone una riflessione e una rilettura sul rapporto tra arte e femminismo in Italia negli anni Settanta, e la difficile recezione delle donne: l’incomprensione della critica, delle istituzioni del mercato sfociata nella creazione di gruppi autogestiti. La società contemporanea è abituata da qualche decennio a vedere regolarmente figure femminili ricoprire ruoli spesso monopolizzati dagli uomini in ogni campo. E’ stato un traguardo conquistato con doppio impegno da parte della donna, se pensiamo che alla fine del XIX secolo e anche all’ inizio del XX , la cultura che era richiesta ad una donna si limitava ad ambiti domestici.

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Tuttavia non sono mancate personalità femminili che si sono contraddistinte e imposte come protagoniste principali, strateghe, ricercatrici, umaniste, sante o muse ispiratrici. Artiste. E’

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importante tenere la memoria viva di chi prima di noi ha marcato il territorio con tanti azioni rivoluzionarie.

Interessante e fondamentale il tema affrontato per conoscere distinguere ed apprezzare il ruolo, spesso marginale, della donna da una posizione insolita, strategica, significativa per i giovani spesso infatuai da falsi miti! Spesso è necessario mettersi a nudo nella vita reale, mettersi alla prova fallire! Meglio un “fallito” che un “falso vincente”. Molte le artiste in ogni campo che si sono rese protagoniste, attraverso le loro lotte per affermarsi, capaci di una scelta di vita radicale, in netta separazione dal “mondo umano maschile”.

Vorrei concludere con un pensiero di Adele Cambria che recitava così: “Il mio sogno lo scrissi tempo fa: che i calabresi da migranti diventassero viaggiatori. Invece si è tornati proprio all’emigrazione intellettuale”. Assistiamo ad un “denutrimento” intellettivo ed analfabetismo sconcertante. Come scrive Jean Clair, storico e studioso d’arte, stiamo vivendo l’inverno della cultura. Forse in pochi sanno che Giulio Cesare, nato 100 anni avanti Cristo, fu il primo collezionista di arte moderna. Attualmente, nella cosiddetta società “contemporanea” , molti rimangono passivi difronte ad opere moderne, irretiti da un’arte generalista e di maniera.

Ma, allora, da Giulio Cesare ad oggi, quale cambiamento è sortito? C’è un tradimento dell’intellettuale e regna molto caos e improvvisazione in ogni campo. E, dopo tante lotte, rivolte, per un Nuovo Risorgimento ad opera di insigni personalità , il cambiamento latita. Tutto cambia nulla cambia. E come scriveva la grande Alda Merini: “L’arte è un mistero che ha le ali di farfalla”…. Io aggiungerei... “Non rinunciamo a volare!”.

Apollonia Nanni

 

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