
Il Casentino torna a risuonare con il Festival organizzato da Pratoveteri APS insieme al Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e al Comune di Pratovecchio Stia. 100 pianoforti, 130 pianisti, oltre 60 musicisti, più di 50 location, 10 comuni coinvolti e una rete di 350 volontari: numeri che raccontano la portata di un progetto culturale unico, capace di trasformare un’intera vallata, tra abbazie, praterie, giardini, in un grande palcoscenico diffuso.
Il tema dell’edizione 2026, “Nessun genere di confine”, è un invito a superare barriere, mescolare linguaggi e costruire spazi di incontro attraverso la musica. Tra borghi, pievi, castelli e gli straordinari paesaggi del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ogni concerto diventa un’esperienza che unisce natura, cultura e comunità.
Sarà la stessa autrice Maria Primerano che presenterà e leggerà il suo testo e suonerà le musiche prescelte nel giardino di Palagio Fiorentino, un palazzo dei Conti Guidi del XIII sec. ricostruito, in Stia, Arezzo, il 18 luglio prossimo. “Non sarà la solita presentazione di libri o il solito concerto, ma sarà un pomeriggio di emozioni dettate dalle ultime ore di Amedeo Modigliani. Modì rivive, infatti, in questo pamphlet, nelle gioie e nei dolori della breve esistenza che gli si riaffacciano turbinosi come un delirio estremo nel suo letto d’ospedale…” Così descrive l’evento la Primerano e aggiunge: “Saranno musiche dell’amico di Montmartre Erik Satie a essere proposte, che Modigliani crede di sentire come allucinazioni acustiche nelle sue ultime ore nel letto dell’ospedale”.
Amedeo Modigliani (Livorno, 12 luglio 1884 – Parigi, 24 gennaio 1920), pittore e scultore italiano pure conosciuto con i soprannomi di Modì e Dedo, fu artista assai appassionato, dall’indole focosa e tormentata, dalla vita disordinata e sfrenata, tipica dell’ambiente parigino del suo tempo.
L’uomo che dalla sua energia non sa continuamente sprigionare nuovi desideri e quasi nuovi individui destinati per affermarsi sempre e abbattere tutto quel che è di vecchio e di putrido restato, non è un uomo, è un borghese, uno speziale, quel che vuoi, dolorosamente, infatti, scriveva.
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