
Ospite molto gradita la cardiologa scrittrice e pianista Maria Primerano al Rotary Galilei di Pisa. L’occasione è la presentazione del suo "Buon Natale Puccini– Giacomo Puccini lo sciupa femmine, cicalata" - Helicon Edizioni, libro che ha conquistato le giurie dei concorsi letterari di tutta Italia. criveva, divertendosi, il caro Giacomo Puccini, toscano buontempone e sciupafemmine:
Vien con me, voglio portarti colle mie braccia con forze arcane fino a Ciriè (Piemonte), sino a morte inver baciarti voglio i piè … amo la donna grassa per il suo dedrè. E di questo buontempone si tratta in Buon Natale Puccini, al centro della curiosità del Rotary Galilei di Pisa, presidente dott.ssa Nelly Cornelia Laino. Sala gremita, allora, in un noto albergo pisano “sotto” la torre e tanta curiosità a iniziare dal titolo.
Invitata, dunque, l’autrice in una conviviale per scoprire cosa quest’ultima avesse avuto da raccontare sul compositore toscano che aveva vissuto gran parte della sua vita in Toscana e che proprio a Torre del Lago, a pochi chilometri da Pisa, aveva creato il suo “regno” pescando e cacciando le folaghe nelle paludi intorno al lago di Massaciuccoli, ma cacciando e pescando a largo raggio anche tante femmine.
Accompagnata dalla dott.ssa Cristiana Vettori, relatrice e critica letteraria per la casa editrice Helicon, la Primerano ha, con un eloquio molto sciolto, interessato e trattenuto i presenti sulle dinamiche di stesura del libro, i motivi che l’hanno spinta a scriverlo, tratteggiando in grandi linee la figura del compositore, soffermandosi su alcune dinamiche psicologiche, parlando della sua Musica e, in finale, rivelando il perché di quel Buon Natale Puccini.
L’autrice propone nel libro un dongiovanni tenero e appassionato, divertente, ribelle, focoso, boccaccesco, piccante, osceno, il Maestro, insomma, celebre tombeur de femmes, che spunta fra le nebbie e i chiaroscuri della palude di Torre del Lago abbattendo le sue prede femminili con la stessa facilità con cui caccia le folaghe. Un fatalone, ma un po' anche babbasùn, - babbasun o più comunemente babbasone o babbasuni in siciliano, è un termine dialettale che descrive una persona ingenua, sciocca, bonacciona e talvolta un po' scioperata - che rimane invischiato, pure pesantemente, nelle sue vicende sentimentali.
Che non sempre son rose e fiori, baci, dolci sorrisi e languide carezze, ma anche ombrellate, piatti rotti, ferite sul capo di oggetti contundenti che dovranno passare per graffi di rovo. Un romanzo esuberante e bizzarro questo, ove Giacomo Puccini è raccontato, ai cento anni dalla morte, da Antilisca, un animale straordinario che nel suo immaginario abitava le terre intorno a Torre del Lago, che, a furia di frequentare il Maestro, di lui aveva conosciuto vita, morte e miracoli e finito per comporre pure opere in musica e in poesia.
Ne scaturisce una narrazione raffinata e divertente, brillante e piena di creatività, una ventata di ispirazione giunta all’autrice, dunque, a fine 2024, , per celebrare il centenario della morte del Maestro, ispirazione che nella scrittura, come sosteneva il Puccini stesso riguardo all’ispirazione in musica, è un risveglio, una fuga da tutte le facoltà umane, e si manifesta in tutte le grandi conquiste artistiche. A cento anni dalla morte, dunque, la Vita di Giacomo Puccini continua a incuriosire e la Musica a commuovere. La scrittrice Maria Primerano, molto apprezzata, invitata, di nuovo a Pisa.
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