La testa è donna, uno spunto di Piero Ciampi interpretato alla grande da Peppe Fonte e Riccardo Biseo 

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images La testa è donna, uno spunto di Piero Ciampi interpretato alla grande da Peppe Fonte e Riccardo Biseo 

  01 maggio 2024 13:18

di VITTORIO PIO

La prima idea vincente dello show-case di presentazione del suo quinto album, Peppe Fonte l'ha avuta nel convocare i suoi amici nella bella casa di famiglia alle porte, o meglio sotto la città, come ha avuto modo di ricordarci in una delle sue nuove canzoni. Un'atmosfera calda e accogliente, capace di mettere i presenti subito a proprio agio e confidenza.

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L'occasione era data appunto dal battesimo de “La testa è donna”, sua appassionata fatica che ne constata i progressi evidenti: un musicista-autore che canta dei sentimenti, anche nostalgici che ci rappresentano in pieno, condensando la nostra vita. Il suo universo di riferimento è stato da sempre contrassegnato dal rapporto con Piero Ciampi, che ha ancora una volta evidenziato la sua radice, con il titolo scelto per il disco. L'incomparabile “maudit” livornese, incontrato nella sua prima adolescenza e che è stato capace di stravolgerne gli orizzonti, è oggetto ai giorni d'oggi di un operazione di riscoperta in cui non tutti coloro che si avvicinano possono vantare delle finalità trasparenti.

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Peppe invece ne incarna perfettamente lo spirito creativo, corroborato dalla fruttuosa amicizia con Pino Pavone, penna raffinatissima e presente anche ieri sera, nel propiziare un percorso molto coerente ed attento alle sfumature. Non c'è nulla fuoriposto in quello che Fonte ha consolidato nel suo bagaglio artistico, dotato di evidente personalità.

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Se è lui a sedersi al piano l'attenzione è subito crescente: lo ha fatto in apertura serata per richiamare l'attenzione degli ospiti, lasciando poi il posto alle note evocative e morbide di Riccardo Biseo, (crocevia fondamentale di molti accadimenti di valore e non solo per il suo curriculum chilometrico, in ambito jazzistico), capace di modellare con eleganza la cornice funzionale alle liriche capaci di evidenziare la potenza evocativa della parola, fino ai temi proposti che sono funzionali ed organici ad un filo emotivo, che prende spunto da un incessante dialogo interiore con se stesso sui temi più cari a partire dai sentimenti, non tanto o non solo quelli relativi al periglioso rapporto con l'altro sesso, ma soprattutto quelli forti incarnati dalla famiglia o dalle inscindibili amicizie.

Ci sono eventi e persone cui Fonte allude che assolvono alla funzione di metafore per farci riflettere sulle cose della vita che in questo lavoro viene spesso declinata al femminile, spiccano le belle liriche di “Figlia di mare”,  o  la dolcezza recondita di “Quando la notte è scura”, una dedica aperta al sangue del proprio sangue , tema posto anche nella riflessiva “Lettera a mio padre”, una meditazione sul tempo e la vita che si rinnova, conferendo però un valore crescente ai ricordi, come ribadito anche dalla preziosa testimonianza di Marcello Micci, uno dei più autorevoli e colti “ciampiani” rimasti, che tornava in Calabria a molti anni di distanza.

La serata è così scivolata in maniera piacevolissima, con ulteriori aneddoti e battute che hanno nuovamente coinvolto Pavone, chiamato sul palco ad interpretare un'emozionantissima versione di “Maledetti amici”, tratta dalle canzoni di Piero Ciampi e Pino Pavone, digibook pubblicato nel 2020 da Squilibri Editore e ristampato in vinile all'inizio di quest'anno dalla dinamica etichetta catanzarese Semplicemente dischi, che ha curato anche la pubblicazione in edizione limitata e numerata di “La testa è donna”, le cui prime copie sono state appunto autografate al termine della serata.

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