
di CARLO MIGNOLLI
Sono da poco passate le 23 di venerdì 29 maggio quando, nei pressi delle Terme di Caracalla a Roma, una serie di fuochi d’artificio accesi durante le prove per la parata del 2 giugno trasforma un normale momento di addestramento in una situazione di forte panico.
Secondo quanto ricostruito dalle indagini dei Carabinieri e della Polizia Locale capitolina, sarebbe stato un istruttore del gruppo intervento traffico ad accendere una batteria di fuochi pirotecnici a circa 200 metri dai cavalli in sosta. L’esplosione ha spaventato 32 cavalli puro sangue che, presi dal terrore, si sono lanciati al galoppo lungo la Cristoforo Colombo, tra incroci, veicoli e persone presenti in zona.
Le autorità hanno individuato quattro vigili urbani coinvolti nell’accensione dei fuochi d’artificio. Tutti sono stati esclusi dai servizi previsti per le celebrazioni della Festa della Repubblica. Dal comando si parla di una misura “cautelativa”, in attesa degli accertamenti sulle responsabilità.
Tra i quattro feriti c’è Maria Elena Passaniti, 22 anni, militare dei Lancieri di Montebello, nata a Catanzaro e attualmente ricoverata a Roma con il naso e una costola fratturati e un ematoma polmonare. La giovane racconta quei momenti con grande difficoltà, ancora sotto shock per quanto accaduto: “Ricordo molto poco di quella serata” - afferma la 22enne - “eravamo lì e io stavo tenendo il mio cavallo. Dopo l’esplosione dei fuochi d’artificio tutti i cavalli si sono spaventati”.
La giovane militare aggiunge: “Ho tentato di tenere il mio cavallo, che intanto stava facendo retromarcia, e nel mentre mi sono accorta che un altro cavallo, che era riuscito a scappare, mi è venuto addosso travolgendomi”. In merito alle condizioni dei colleghi coinvolti, Passaniti spiega ancora: “La situazione è stata difficile da gestire, altri sono stati coinvolti come una ragazza della polizia e due miei colleghi che però sono già stati dimessi dall’ospedale”.
Infine, sulla consapevolezza dell’accaduto prima dell’esplosione, precisa: “Noi non sapevamo nulla dei fuochi che sarebbero scoppiati, eravamo all’oscuro di tutto ciò”. La 22enne resta tuttora ricoverata in ospedale, in attesa di ulteriori accertamenti. Le indagini proseguono per chiarire con precisione la dinamica dei fatti e le eventuali responsabilità.
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