Lamezia, Doris Lo Moro lascia il Pd: "Non è un atto di trasformismo"

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Doris Lo Moro

  28 gennaio 2026 16:26

“Ho scelto di lasciare il gruppo del Pd” al Comune di Lamezia Terme. Lo ha annunciato in una conferenza stampa Doris Lo Moro, ex parlamentare, assessore regionale alla sanità ed ex sindaco di Lamezia Terme e attuale consigliere comunale nella città della Piana. Lo Moro, che alle ultime amministrative di Lamezia Terme si era candidata sindaco per il centrosinistra perdendo al ballottaggio contro il candidato del centrodestra Mario Murone, ha spiegato che “si è creata una situazione ormai insostenibile, che si ripercuote anche sulla qualità della politica e sul mio modo di fare opposizione. Per questo - ha aggiunto - mi riprendo la mia storia e la mia libertà. Naturalmente questa decisione comporta delle conseguenze: avevo la tessera fino all’anno scorso, non la rinnoverò e si tratta di conseguenze a cascata”.

Lo Moro ha poi riferito che entrerà nel gruppo misto al Comune di Lamezia Terme: “Questa scelta – ha aggiunto - nasce dal fatto che non cambio casacca, non è un atto di trasformismo. Avrei potuto trovare ospitalità in altre realtà del centrosinistra, ma ho scelto di andare nel gruppo misto perché è il luogo che rappresenta meglio questa mia decisione, personale e motivata. Non si tratta di un distacco ideologico o politico dal Pd, ma di un distacco dal Pd, che porta inevitabilmente a queste conseguenze. Il principio che mi ha guidato prima in campagna elettorale, poi nella formazione delle liste e infine come consigliere comunale – ha poi osservato Lo Moro - è sempre stato quello di preservare l’unità delle liste e dell’opposizione. È un principio sacrosanto, ma incontra dei limiti. Se infatti l’unità diventa un alibi che impedisce di fare una sana opposizione o finisce per abbassarne il livello, allora non è più un principio sano. L’impegno che ho assunto con i cittadini è preciso e, per rispettarlo, non posso evitare di prendere posizioni anche radicali su alcuni temi, pur sapendo - ha concluso - che questo può mettere in difficoltà l’unità della coalizione”.

 


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