Lamezia, grande fermento per i nuovi ambienti di apprendimento dell’IC Gatti-Manzoni-Augruso

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  23 gennaio 2026 11:45

Grande fermento in città per l’allestimento dei nuovi ambienti di apprendimento della scuola dell’infanzia dell’IC Gatti-Manzoni-Augruso, in località Bella.

Con numerosi post e foto pubblicati sui social cittadini e politici manifestano il proprio entusiasmo per la nuova scuola dell’infanzia di località Bella, realizzata dal comune di Lamezia su un progetto del 2019 e arredato con le attrezzature acquistate dalla dirigente scolastica Antonella Mongiardo con risorse PON per un valore di 75 mila euro.

Nei giorni scorsi  lo staff di dirigenza ha effettuato il trasloco nel nuovo edificio, dove sono stati allestiti gli ambienti innovativi di apprendimento progettati da Antonella Mongiardo.

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“Ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato, soprattutto in questi ultimi giorni, particolarmente faticosi per la nostra scuola per via del trasloco di arredi e attrezzatura nel nuovo stabile: collaboratori scolastici, insegnanti, referenti e volontari, come il sig. Giacinto Gaetano, che ci ha generosamente messo a disposizione i propri operai. Ringrazio l’Assessore alla cultura Annalisa Spinelli e i tecnici del comune di Lamezia, per aver sempre interloquito e collaborato con la nostra scuola. Gli ingegneri Esposito e Nicotera ci hanno sempre resi partecipi delle varie fasi dei lavori edilizi, venendo incontro alle nostre esigenze organizzative e condividendo con noi persino alcune decisioni, come la scelta dei colori delle pareti della scuola dell’infanzia di Bella. Ora un’ultima preghiera: che la scuola ci venga riconsegnata al più presto per consentire anche ai bambini in uscita dall’infanzia di poter godere dei nuovi ambienti”.

Il progetto pedagogico della nuova scuola dell’infanzia di Bella si basa sull’ambiente di apprendimento, la nuova frontiera della didattica, verso cui tutte le scuole, ormai, si sono orientate anche su impulso dei PNRR.

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Per preparare i docenti all’uso dei nuovi ambienti didattici, che all’IC Gatti Manzoni hanno interessato tutti gli ordini di scuola dall’infanzia alla secondaria il collegio dei docenti ha previsto nel PTOF d’istituto diverse innovazioni e una specifica formazione, in piena condivisione con il consiglio di istituto, presieduto dall’avv. Antonio Falvo.

Il percorso formativo, iniziato a dicembre con un seminario tenuto dalla dirigente scolastica Antonella Mongiardo su: Ambienti di apprendimento e metodologie didattiche innovative, prevede altri incontri con formatori ed esperti sui temi della didattica moderna e dell’intelligenza artificiale.

La preside Mongiardo interviene sull’importanza della formazione  e dell’aggiornamento, come leva strategica per poter far decollare appieno gli ambienti di apprendimento, “che- dice Mongiardo- non consistono solo nuovi arredi o in tecnologie digitali, ma in un nuovo contesto di apprendimento, un contesto aperto, dinamico, flessibile, centrato sul soggetto che apprende; e dove è importantissimo il ruolo del docente, che non è più colui che dirige e controlla l’apprendimento, bensì è un coach, un coordinatore e facilitatore delle attività. L’insegnante- dice la preside Mongiardo-non è più colui che dirigente e controlla l’apprendimento, bensì colui che lo supporta e lo stimola.  Il cambiamento reale, prima ancora che nei luoghi fisici e negli arredi, avviene nel modo di pensare di coloro che sono chiamati a dirigere ed educare, i quali devono essere in grado di riconoscere le esigenze e le competenze dei bambini di differenti età, di osservarne e accoglierne le richieste”.

La formazione dell’IC Gatti-Manzoni-Augruso, che vedrà anche la collaborazione volontaria di docenti esperti come la prof.ssa Angela Dall’Oglio, sarà, quindi, disseminata tra gli insegnanti, sotto forma di guide operative autoprodotte e realizzate senza oneri per la scuola.

“Riorganizzare lo spazio – dice Antonella Mongiardo- vuol dire cambiare le relazioni, consentire la libera scelta, l’autonomia di percorsi e di gesti, immaginare nuove possibilità.

Lo spazio deve poter essere organizzato in modo flessibile, diversificato, capace di aperture impreviste alla curiosità e allo stupore, ricco di materiali significativi e reali.  In questo cambiamento è fondamentale il ruolo dell’adulto. Un adulto che osserva, che ascolta, capace di costruire contesti di accoglienza, di guardare al singolo e valorizzarne talenti e potenzialità. Che si pone domande e non fissa velocemente soluzioni. Un educatore regista che non anticipa, aspetta, raccoglie conversazioni, idee”.  

Nei nuovi ambienti di apprendimento della gatti-Manzoni un aspetto fondamentale è quello dell’inclusione.

“La scuola- afferma la preside- sistema educativo per eccellenza, è chiamata a promuovere l’inclusione reale, assolve a precisi compiti finalizzati all’educazione e all’istruzione di ciascun alunno, ai quali concorrono in misura diversa ma con egual importanza, i diversi ordini e gradi. La scuola dell’infanzia rappresenta, sicuramente, il primo luogo di inclusione nel quale vengono riconosciute le specificità e le differenze di ognuno. L’Inclusione deve rappresentare una cornice in cui gli alunni, a prescindere da abilità, genere, linguaggio, origine etnica e culturale, possono essere ugualmente valorizzati. Il Progetto PON realizzato a Bella ha, appunto, la finalità di creare una scuola inclusiva che valorizza, dà spazio, costruisce risorse e modifica la propria proposta formativa rispetto alle molteplici differenze e bisogni di ogni alunno, affinché quest’ultimo si senta parte di un gruppo che lo riconosca, lo rispetti e lo apprezzi”.

Nella scuola di Bella saranno proposte attività laboratoriali, che rappresentano una metodologia didattica innovativa, in quanto facilitano la personalizzazione del processo di insegnamento/apprendimento e consentono agli alunni di acquisire il sapere attraverso il fare.

Per quanto riguarda la strutturazione dei laboratori della scuola dell’infanzia, la dirigente Mongiardo spiega: “I laboratori li abbiamo chiamati “soft DAD” perché ispirati al modello dada, ma calibrati, naturalmente, sull’età dei bambini. La strutturazione dei laboratori prevede l’attivazione delle aree artistico-espressiva, musicale, matematica e scientifica.

Le attività saranno individuali e/o in piccolo gruppo, secondo programmazioni curricolari di sezione o individuali. Sarà privilegiato l’utilizzo del gioco in tutte le sue modalità e l’utilizzo di mediatori didattici alternativi con particolare riferimento alle nuove tecnologie”.

La preside illustra, infine, le funzioni dei laboratori: “Il laboratorio artistico-espressivo vuole far sviluppare agli alunni la propria creatività attraverso attività manipolative, fare miscugli, osservare, costruire, creare, sperimentare. Le attività proposte intendono guidare all’uso consapevole delle mani che pasticciano, ritagliano, dipingono e modellano. Gli alunni sperimenteranno nuove situazioni sia relazionali che comportamentali a seconda delle loro potenzialità. Con il “fare” si mira ad una maggiore inclusione e integrazione all’interno del gruppo. Il laboratorio musicale nasce dall’esigenza di sviluppare e potenziare negli alunni l’autocontrollo, il rispetto delle regole e l’accettazione dell’altro nel piccolo gruppo attraverso l’azione propedeutica della musica. L’attività favorisce la libera espressione corporea e la possibilità di partecipare alle attività secondo le proprie capacità e nel rispetto dei propri tempi e modi di apprendimento. Fare musica favorisce il coordinamento motorio, l’attenzione, la concentrazione, l’espressione di sé. Gli alunni potranno sperimentare combinazioni di sonorità e ritmi diversi divenendo ideatori, compositori ed esecutori. Nel laboratorio matematico i bambini saranno guidati a bambini manifestano curiosità e interesse verso i numeri, dunque questo laboratorio si concretizza in un percorso che, sempre rispettoso della strategia del gioco e delle esperienze pratiche, vuole essere di supporto all’acquisizione delle abilità e competenze utili per lo sviluppo del pensiero logico-matematico. Nel laboratorio gli alunni esplorano la realtà, imparando a organizzare le proprie esperienze attraverso azioni consapevoli quali raggruppare, contare, ordinare, orientarsi. Il laboratorio scientifico mira a stimolare nei bambini l’osservazione e la ricerca, ciò permette loro di arrivare alla conoscenza attraverso l’esperienza. Il percorso deve favorire nel bambino l’esercizio dei sensi, deve stimolare la curiosità e la creatività attraverso la sperimentazione”. 

“Con la piena condivisione di tutti i docenti e del Consiglio di istituto- dice la preside- abbiamo introdotto la laboratorialità anche nell’infanzia perché il laboratorio è una situazione di apprendimento in cui si integrano efficacemente le conoscenze e le abilità, gli aspetti cognitivi e quelli sociali, emotivi, affettivi, la progettualità e l’operatività”.

 


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