Lamezia, l'odissea di un paziente in attesa da mesi del Piano terapeutico che gli serve per curarsi

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Lamezia, l'odissea di un paziente in attesa da mesi del Piano terapeutico che gli serve per curarsi
L'ospedale di Lamezia Terme

Un lettore di Falerna: "Sono passati circa due mesi, ma quel famigerato piano terapeutico non riesco ad averlo, per cui non posso accedere alla prescrizione del medicinale prospettatomi come insostituibile"

  16 gennaio 2022 15:34

Noi cittadini abbiamo il vizio di lamentarci continuamente del mal funzionamento dei servizi pubblici e lo gridiamo ai quattro venti ma la stessa cosa non avviene, invece, quando capita l’inverso e cioè quando funzionano alla perfezione.

Desidero, qui, dire qualcosa dell’impeccabile funzionamento del Reparto di Cardiologia dell’Ospedale di Lamezia Terme.

Banner

Già nel lontano 1983, avevo appena 45 anni ed ero nel pieno delle mie forze quando improvvisamente, il giorno di ferragosto, mentre godevo una pausa ristoro con la famiglia e qualche amico all’improvviso, come fulmine a ciel sereno, mi colpì un infarto che mi “distrusse” una buona parte del cuore. Fui trasportato, immediatamente al vecchio Ospedale di Lamezia Terme  dove trovo in attesa il dott. Fausto Assisi ed altri medici messi  in allarme telefonicamente assieme ad un gruppo di giovani infermieri  ed a un medico anestesista dal nome Martilotti al quale ho, dopo ben trentotto anni, potuto stringere quella mano che aveva contribuito a riportami in vita. Tutto il personale si attiva immediatamente e mentre io entro in coma loro  incominciano il lavoro facendo ciascuno la propria parte.

Banner

Preciso che in quel tempo l’Ospedale non aveva alcuna comodità, ma tutto era affidato al buon senso degli operatori. Ma quegli Operatori il buon senso lo avevano. Quando, finalmente esco dal coma trovo accanto a me un medico ed una infermiera. Il medico mi rivolge la parola e con dovuta accortezza mi dice scherzosamente: hai visto cosa hai combinato alle mani della Signora? Guardo quelle sante mani che erano avvolte in garza e vedo le macchie di sangue.

Banner

Cosa era successo? Allora le fiale non erano come ora e venivano aperte serrando la parte superiore, ma non avendo il tempo disponibile la Signora questo lavoro lo faceva con le mani e, quindi, si procurava dei tagli che la portavano al sanguinamento. Il ricordo di quella donna incurante del dolore, di quei medici affaccendati, di quei giovani infermieri che correvano sotto e sopra mi è rimasto impresso e non ho mai smesso, durante tutti questi anni, la mia riconoscenza verso quella gente alcuni dei quali avendo finito il turno di lavoro restarono, comunque, a dare man forte.

Mi direte che erano altri tempi? Vi rispondo che quelli erano uomini professionisti che avvertivano il loro dovere.  

Premesso ciò vengo al dunque: mi era stata prescritta tempo addietro una medicina dal nome Entresto, perché  a dir loro era di alta efficacia, ma dopo qualche tempo la sospesi  perché mi abbassava eccessivamente la pressione del sangue. Successivamente, però, riprendo la medicina ed essendo scaduto il piano terapeutico mi rifaccio all’Ospedale per avere l’autorizzazione a potere riavere il medicinale di che sopra. Da allora sono passati circa due mesi, ma quel famigerato piano terapeutico non riesco ad averlo, per cui non posso accedere alla prescrizione del medicinale prospettatomi come insostituibile.

Ma il sig. Primario che fa? Dov’è? E’ possibile, Egregio Professore, che per un piano terapeutico ci vogliono più mesi? Aspetto pazientemente una risposta nella speranza di chiudere civilmente la faccenda.

Nello Maruca
Via Roma, 163 Falerna

Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner
Banner